La novità

I preparatori d'uva che salvano il 90% delle viti malate

Come ha commentato Shaurli "il loro lavoro svolto con cura e con amore, è partito dalle sperimentazioni portate a compimento con successo nella nostra Regione, e consente di preservare e valorizzare ulteriormente il patrimonio viticolo del Friuli Venezia Giulia"

Nuove cure per la malattia della vite

Nuove cure per la malattia della vite

GORIZIA - "Il Friuli Venezia Giulia agricolo, che sa stare al passo con i tempi, sa esportare idee, eccellenza, progettualità e scoperte, che favoriscono il miglioramento dell'attività rurale, nella nostra terra, e sono replicate con successo nel mondo». L'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli, ha commentato con queste parole l'impegno dei 'preparatori d'uva', Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, che hanno ideato una tecnica di potatura delle viti atta alla cura del mal dell'esca. Metodo, che permette di salvare il 90 per cento delle piante colpite da tale grave patologia.

L'occasione, è stata fornita dall'evento, ospitato al Castello di Spessa, a Capriva del Friuli, nel corso del quale sono stati presentati i risultati ottenuti dai due tecnici isontini nella zona dei grandi Chateau francesi, ma anche in Italia, nelle aree
vocate alla produzione di spumanti del trentino, e della Franciacorta partendo da esperienze maturate nel vigneto regionale. Come ha commentato Shaurli «il loro lavoro svolto con cura e con amore, è partito dalle sperimentazioni portate a compimento con successo nella nostra Regione, e consente di preservare e valorizzare ulteriormente il patrimonio viticolo del Friuli Venezia Giulia».

«Permette - ha specificato l'assessore - di evitare l'estirpo di viti che fino a qualche anno fa sarebbe stato inevitabile, e avrebbe privato i nostri vigneti di un frammento della loro storia e identità, costringendo i viticoltori a disperdere un patrimonio genetico della vite che sta alla base della qualità del successo dei prodotti enologici e del Friuli Venezia Giulia agroalimentare nel mondo».
Simonit e Sirch hanno messo a punto un metodo di 'dendrochirurgia' sulle viti malate, le quali in poco tempo riprendono il loro vigore. Come hanno esemplificato i due tecnici della vite, l'azione del potatore agisce come fa il dentista che opera sulla carie. Ma, in questo caso, la pianta in breve tempo riprende il proprio originario vigore. Ciò, costituisce una rivoluzione a livello internazionale nel mondo della vitivinicoltura. E come ha concluso Shaurli «concorre a mantenere la qualità del vigneto regionale e a rafforzarne l'identità».

La sperimentazione di Simonit e Sirch era iniziata nel 2011 in Francia, ed era proseguita in Friuli e in Franciacorta.
Complessivamente, in sei anni i due specialisti hanno 'operato' 10 mila piante, delle varietà di Sauvignon Blanc, Cardonnay, Cabernet, Sauvignon, Cabernet Franc e Pinot Nero, nelle realtà viticole del Collio, dell'Isonzo, della Franciacorta, di Bolgheri, della Champagne, della Borgogna e nel bordolese. I due esperti si dedicano alla formazione dei tecnici nelle aziende interessate. Il loro metodo consiste principalmente: nel permettere alla pianta di crescere con l'età, e di occupare spazio con il fusto e i rami; nel garantire il flusso della linfa all'interno della pianta; nell'eseguire tagli corretti e di piccole dimensioni sul legno giovane.