Situazione preoccupante in regione

Ziberna, proposta di legge contro il bullismo

La proposta di legge prevede come primo obiettivo di avvicinare i tre mondi di più frequente azione di atti di bullismo: i ragazzi, la famiglia e la scuola. La Regione sosterrà dei programmi per valorizzare le diversità e contrastare le discriminazioni

Ziberna, proposta di legge contro il bullismo

Ziberna, proposta di legge contro il bullismo

GORIZIA - Promuovere e sostenere azioni di rilevazione, prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo in tutte le sue diverse manifestazioni, compreso il cyberbullismo, al fine di tutelare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori, valorizzare il benessere tra pari e prevenire il rischio nell'età dell'infanzia e dell'adolescenza. E' questo l'obiettivo della proposta di legge 'Disciplina degli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo', presentata dal consigliere regionale di Forza Italia Rodolfo Ziberna (primo firmatario) e sottoscritta anche dai colleghi Roberto Novelli, Riccardo Riccardi, Elio De Anna e Bruno Marini.

«Anche nella nostra regione - rileva Ziberna - il fenomeno del bullismo ha assunto dimensioni che non possiamo non definire preoccupanti. Recenti fatti come quello accaduto a Gorizia, dove una ragazza è stata picchiata dai compagni di scuola perché aveva osato ribellarsi a mesi di violenza e soprusi verbali, ci impongono di intervenire adeguatamente e con una norma che possa essere di aiuto ai casi di bullismo».

Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2014 il fenomeno in Italia ha interessato più del 50% degli 11-17enni che hanno subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazzi nei 12 mesi precedenti. Ulteriori dati vengono forniti da una recente indagine di Sos Il Telefono Azzurro Onlus e DoxaKids, secondo la quale 1 adolescente su 5 è vittima fisicamente di bullismo, in quasi l'80% dei casi a scuola, mentre
1 su 10 lo subisce online e sui Sociale Network. Il 10% delle vittime tenta il suicidio e il 30% arriva ad atti di
autolesionismo. Solo 1 bambino su 5, però, informa un adulto di esserne vittima.

«Molti esperti del settore - prosegue l'esponente di Forza Italia - concordano sul fatto che, verificati e possibilmente
adeguatamente informati da chi può avere subito situazioni di vessazione, serve immediatamente agire per prevenire il fenomeno. E questi interventi di prevenzione devono coinvolgere la famiglia, la comunità scolastica e le istituzioni presenti sul territorio»
. La proposta di legge che abbiamo presentato prevede come primo obiettivo proprio quello di cercare di avvicinare i tre mondi di più frequente azione di atti di bullismo: i ragazzi, la famiglia e la scuola. Un tanto per accorciare le distanze che si generano e che sono al culmine della catena del disagio giovanile. Concretamente si prevede che la Regione sostenga e finanzi programmi per valorizzare le diversità e contrastare tutte le discriminazioni, tutelare l'integrità psico-fisica dei bambini e degli adolescenti, diffondere la cultura della legalità, l'utilizzo consapevole degli strumenti informativi e della rete, soprattutto in ambiente scolastico. Tali programmi sono rivolti sia alle vittime sia agli autori di atti di bullismo, alle loro famiglie, al personale scolastico e agli educatori in generale. Si prevede, inoltre, che la Regione sostenga le spese legali per le vittime di atti di bullismo nei procedimenti giudiziari (fermo restando il limite di reddito previsto per il gratuito patrocinio) e che promuova, di concerto con l'Ufficio scolastico regionale e le pubbliche amministrazioni del FVG, la destinazione degli studenti che si rendano responsabili di gravi azioni di violenza, unitamente o in alternativa alla sospensione, ai lavori socialmente utili».

«Oltretutto - conclude Ziberna - si istituisce l'Osservatorio regionale sul bullismo presso la direzione centrale Salute,
Integrazione sociosanitaria e Politiche sociali con lo scopo di creare una sinergia tra tutti gli attori che sul territorio
possono contribuire a prevenire, gestire e contrastare il fenomeno del bullismo ed individuare percorsi di istruzione e di educazione di ogni forma di bullismo e di disagio scolastico»
.