campagna di prevenzione

Barillari, mozione tutela donne in gravidanza da Citomegalovirus

Il virus è una minaccia per le donne in stato di gravidanza e per la salute dei neonati. Seguendo l'esempio di altre regioni italiane, anche in Friuli Venezia Giulia, si dovrebbero redigere linee guida aggiornate, che tutelino le donne in stato di gravidanza che fanno lavori a rischio, e prevedere misure affinché si eviti la possibile esposizione al virus

GORIZIA - «Si chiama Citomegalovirus, è una patologia che può causare gravi danni permanenti, e colpisce
un bambino su cento. La trasmissione avviene tramite contatto tra persone, e molte donne entrano in contatto con situazioni di potenziale contagio. Serve una campagna di prevenzione per spiegare effetti e sintomi del virus, tramite controlli e screening gratuiti prima e dopo la gravidanza. Questo virus, ingiustamente sottovalutato, è una minaccia per le donne in stato di gravidanza e per la salute dei neonati. Seguendo l'esempio di altre regioni italiane, sarebbe bene promuovere anche in Friuli Venezia Giulia la redazione di linee guida aggiornate, che tutelino le donne in stato di gravidanza che fanno lavori a rischio, come le insegnanti, prevedendo misure affinché ci sia una messa in congedo obbligatoria fin da subito per evitare la possibile esposizione al virus»
.

È la proposta di Giovanni Barillari, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, che ha depositato una mozione urgente all'attenzione della Giunta Serracchiani, sulla scia di analoghe iniziative parlamentari.

«Ritardo mentale, cecità e sordità sono alcune tra le conseguenze più nefaste della contrazione di questo virus. Nella maggior parte dei casi, il virus si sviluppa senza provocare danni di questa portata, ma si tratta, in ogni caso, di un rischio che non possiamo correre. Nella nostra regione, lo scorso anno sono nati poco meno di 9.000 bambini: è tollerabile che una novantina sia potenzialmente a rischio? Naturalmente, la percentuale stimata dell'1% è riferita ai casi più gravi, ma la diffusione del virus, in forme fortunatamente meno impattanti, raggiunge livelli allarmanti a livello nazionale».

Ancora Barillari: «Nell'ambito del rilancio delle politiche per la maternità e la tutela della natalità, la prevenzione deve
avere un ruolo centrale. Il Citomegalovirus è un pericolo per tutti, ed è una spada di Damocle per le mamme e i feti. Cosa può fare la Regione? Informare, spiegare come e dove si contrae il virus, e rendere gratuiti i controlli e gli screening. Le diagnosi tardive, legate all'apparizione concreta di sintomi nei bambini, possono avere conseguenze gravissime, sono molto più costose e, soprattutto, molto meno efficaci»
.