24 settembre 2018
Aggiornato 05:00

Tagli alla sanità, il centro stati vegetativi lascia Villa San Giusto

L'allarme di Ziberna, ma l'Aas assicura: «Andrà nella Rsa del Fatebenefratelli». Rassicurazioni sull'ambulatorio pediatrico: sarà potenziato
L'ospedale civile di via Fatebenefratelli
L'ospedale civile di via Fatebenefratelli ()

GORIZIA - La soppressione è scongiurata. Ma il nucleo per casi di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) e stati di coma vegetativo, aperto appena tre anni fa, lascia Villa San Giusto. Il reparto chiude, ma non verrà soppresso: sarà trasferito a partire da settembre negli spazi della Rsa dell’ospedale civile. A rassicurare il sindaco Ettore Romoli sono stati il direttore sanitario dell’Azienda per l’assistenza sanitaria Bassa Friulana-Isontina, Laura Regattin e quello amministrativo, Antonio Poggiana, ieri a colloquio con il primo cittadino.

L'allarme 
A lanciare l’allarme era stato il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Rodolfo Ziberna: «Ho ricevuto una giustamente preoccupata segnalazione di una cittadina alla quale sarebbe stato comunicato che il reparto San Giovanni dedicato ai malati di Sla e in stato vegetativo, dell’Aas 2, ospitato presso l’ospedale di San Giusto a Gorizia, cesserebbe la sua attività dal prossimo 1 settembre. Se ciò fosse – ha indicato Ziberna – si tradurrebbe in un ulteriore taglio di servizi e prestazioni sanitarie dell’Isontino e del Goriziano in particolare, penalizzazione che la giunta nega di voler operare a parole ma che nei fatti è sotto gli occhi di tutti». A Ziberna l’Aas non ha fornito risposte, che sono però state fornite al sindaco Romoli.

Le rassicurazioni dell'Azienda sanitaria
Ieri mattina, Regattin e Poggiana hanno però tranquillizzato il sindaco: il nucleo ad alta specializzazione non sarà soppresso, ma semplicemente trasferito all'interno delle strutture ospedaliere e, nella fattispecie, nell'Rsa.  «Saranno garantiti 9 posti letto, che si sommeranno ai 19 già esistenti come Residenza sanitaria protetta - è stato evidenziato - e il personale, ovviamente, sarà implementato. Il servizio, infatti, sarà dotato di altri sei infermieri,  sei operatori sociosanitari, un fisioterapista, per garantire una qualità dell'assistenza ottimale». Si perde per strada, insomma, un posto letto.

Potenziato l'ambulatorio pediatrico?
Diversi gli argomenti sul tavolo dell'incontro tra Romoli, Regattin e Poggiana, particolare attenzione è stata posta alle problematiche inerenti la sospensione dei prelievi nei centri esterni all’ospedale e l'orario di apertura dell’ambulatorio pediatrico. Per quanto riguarda il primo punto, i due dirigenti dell'Aas, hanno spiegato che si sta elaborando un "protocollo sicurezza" per garantire la massima tutela agli utenti e nel momento in cui il progetto sarà completato saranno riattivati i centri di prelievo esterni. Si è affrontata, infine, la questione dell’ambulatorio pediatrico oggi attivo solamente fino alle 18. In questo caso, l'Azienda sanitaria ha riferito al sindaco che si stanno effettuando degli approfondimenti per verificare l'opportunità e la possibilità di sperimentare un arco orario più ampio «anche se va ribadito - hanno evidenziato i due dirigenti - che il servizio sta funzionando al meglio pur essendo attivo fino alle 18 e pur essendo i numeri degli accessi contenuti».