25 settembre 2018
Aggiornato 05:30

Gect, ecco il piano per la valorizzazione turistica dell'Isonzo

Cinque milioni di euro a disposizione, lavori al via già l'anno prossimo: in programma un percorso ciclopedonale e tre nuove passerelle sul fiume sacro alla Patria
Un'immagine aerea del fiume Isonzo
Un'immagine aerea del fiume Isonzo ()

GORIZIA - Un percorso ciclopedonale. Ma non solo. L'obiettivo è connettere le sponde dell'Isonzo e realizzare collegamenti tra le aree che insistono tra Sempeter, Vrtojba, Nova Gorica e Gorizia. L’assemblea del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) ha approvato ieri i documenti esecutivi per l’attuazione del piano che prevede la creazione di un parco transfrontaliero sull’Isonzo. Un progetto che prevede uno stanziamento complessivo di 5 milioni di euro di fondi comunitari, che saranno utilizzati per valorizzare a livello turistico, ricreativo e sportivo l’area del fiume che attraversa il territorio.

Una pista ciclopedonale transfrontaliera
In concreto, cosa succede? Sarà anzitutto istituzionalizzata, sfruttando le infrastrutture in parte già presenti, una rete ciclopedonale che consentirà di collegare in maniera armonica Vertoiba a Sant’Andrea (sfruttando anche il tracciato che il Comune di Gorizia realizzerà per bypassare la rotonda), Salcano all’area della Transalpina, il centro di Nova Gorica a quello di Gorizia. La novità più rilevante riguarda gli attraversamenti sul fiume: saranno realizzate tre passerelle ciclo-pedonali, in prossimità del ponte del Torrione a Piuma, a ridosso dell’area kayak a Salcano e di fianco alla diga della centrale idroelettrica. «Abbiamo compiuto un passo concreto in avanti nel delineare come saranno spesi i fondi che ci sono stati assicurati - ha spiegato il presidente del Gect, Robert Golob -, centrando in un colpo solo due obiettivi: la connessione dell’area di Sempeter-Vrtoiba con l’Isonzo e il collegamento tra le due sponde del fiume». Tra gli altri interventi, la realizzazione ex novo di un tratto di pista ciclabile che, partendo dal ponte di Piuma, arriverà sino al cosiddetto «anello della Rosa di Gorizia», nella zona di Montesanto, fino al confine di Salcano.

Non sarà recuperato l'ex centro sociale di ponte del Torrione
Saranno necessari interventi di esproprio, soprattutto da parte italiana, mentre non è previsto nel progetto il recupero della struttura a ridosso del ponte del Torrione (l’ex centro sociale clandestino), «che potrà essere riqualificato attraverso il reperimento di altre fonti di finanziamento o attraverso l’intervento diretto della Regione», ha spiegato il sindaco Romoli, indicando che il manufatto sarà utilizzato come punto informativo e d’accesso alla rete ciclabile. Tra gli altri obiettivi indicati, anche «l’aumento della visibilità della zona di confine come destinazione ricreativa integrata, dedicata alle persone che amano trascorrere piacevolmente il tempo libero», si legge nella relazione che accompagna il documento progettuale. I tempi? «I fondi andranno utilizzati entro il 2020, ma già a partire dal prossimo anno contiamo di metterci in moto con alcuni interventi», ha assicurato Golob. Per la prima volta in Italia un organismo come il Gect fungerà da stazione appaltante per un intervento realizzato a cavallo di due Stati.