Politica | Le manifestazioni

La miccia un selfie, tafferugli tra Casapound e antifascisti

Un militante di Cp elude i controlli e si scatta una foto col cellulare davanti agli antagonisti: volano calci e pugni, scontri tra antifascisti e Polizia, ma nessun ferito

Un momento della manifestazione antifascista
Un momento della manifestazione antifascista ()

GORIZIA -  Un selfie provocatorio ha rischiato di far degenerare la manifestazione antifascista organizzata a Gorizia per protestare contro l'apertura della sede di Casapound, inaugurata oggi in via Mazzini. La provocazione di un paio di giovani del movimento di destra, intrufolatisi nell’area destinata agli antagonisti, ha rischiato di far degenerare una situazione fino a quel momento tutto sommato calma: sono volati schiaffi, calci, pure sputi e fumogeni contro le forze dell’ordine, ma il bilancio di fine giornata non conta né fermati né feriti seri. Chi ha rimediato qualche ecchimosi (almeno due i giovani sanguinanti) non ha dovuto ricorrere alle cure mediche.

I taffeurgli
A scatenare i tafferugli, un banale - e beffardo - selfie. Poco dopo le 18.30 due ragazzi, probabilmente militanti di Cp, sono riusciti a raggiungere l’area di piazza Municipio, scattandosi una foto con il corteo antagonista sullo sfondo. Uno dei due militanti di destra, un udinese, è stato riconosciuto da un concittadino dell’opposta fazione, che ha scatenato i compagni contro il giovane infiltrato: sono partiti un paio di calci e pugni, prima che lo stesso ragazzo friulano - apparentemente in preda ai fumi dell’alcool - venisse portato via di peso dalla Polizia e sottratto al probabile pestaggio. Ne è nato un durissimo confronto tra i manifestanti antifascisti e i responsabili del servizio d’ordine, accusati di non aver tutelato adeguatamente l’iniziativa dell’Osservatorio: dalle parole grosse si è passati agli sputi, al lancio di piccoli fumogeni e dell’asta di una bandiera, prima del contatto, con la Polizia che ha risposto con una carica d’alleggerimento all’offensiva dei manifestanti. Poi, la tensione è calata: non risultano danneggiamenti.

Qui Casapound
A inaugurare la nuova sede goriziana di Casapound è arrivato da Roma Gianluca Iannone, presidente nazionale del movimento. Che non ha mancato di esprimere la posizione dell’associazione sui flussi migratori che stanno interessando anche la nostra regione: «C’è un disegno che prevede la fine della civiltà europea, finanziata da una banda che è nemica della nazione, formata da Renzi, dalla Boldrini, dalla Kyenge - ha tuonato Iannone -. I rifugiati siriani scappano da una guerra e possono essere accolti, ma i pakistani? Che conflitto è in corso in Pakistan?». Iannone poi ha definito la manifestazione antifascista «un'iniziativa di quattro mafiosetti figli di papà, che hanno costretto a spendere soldi pubblici per garantire il servizio d'ordine». La sede di Casapound sarà aperta nei fine settimana e per i prossimi giorni sarà presidiata dalle forze dell'ordine: «Ci occuperemo soprattutto di questioni sociali, di aiutare le famiglie goriziane disagiate, di politiche abitative», ha spiegato il presidente provinciale di Cp, Daniele Vecellio.

Qui movimenti antifascisti
Anche i contrari a Casapound hanno toccato il tema dell’immigrazione, fermandosi in un luogo-simbolo come il parco della Rimembranza: «La mancata accoglienza di Gorizia è deliberata, voluta da chi lascia centinaia di persone per strada: come verranno affrontati i flussi in arrivo dalla rotta balcanica?», ha detto Marco Barone, dell’Osservatorio antifascista. Nel corso della serata sono stati lanciati cori contro il sindaco Romoli e l'assessore Romano, rea di aver partecipato lo scorso maggio alla manifestazione di Cp.