Cronaca | Enogastronomia

Romoli: "Gusti diventerà festival delle culture di confine"

Il sindaco di Gorizia commenta con soddisfazione i risultati dell'edizione 2015 (+30 per cento di pubblico) e guarda già al prossimo anno

Folla sabato pomeriggio a Gusti di Frontiera
Folla sabato pomeriggio a Gusti di Frontiera ()

GORIZIA - «Registriamo un cambiamento: Gusti di Frontiera non è più una festa, ma un vero e proprio festival dell’enogastronomia. E, anzi, è nostra ferma intenzione trasformarlo definitivamente in un festival dell’enogastronomia e delle culture di confine, esaltando questo aspetto anche attraverso rassegne musicali, concerti». A dirlo il sindaco Ettore Romoli, commentando l’edizione di Gusti di Frontiera appena andata in archivio: neppure il tempo di godersi l’ennesimo record infranto (più di 500 mila visitatori, +30 per cento medio nei consumi), che già si pensa al prossimo anno. Tra i tanti motivi d’orgoglio per il Comune, l’aver organizzato ancora «in house» la manifestazione, «resa possibile grazie all’impegno e al sacrificio di tanti dipendenti comunali: se riusciamo a contenere i costi e a organizzare ancora direttamente una kermesse di tale portata è merito proprio dei nostri dipendenti, dal Settore Eventi, alle Attività produttive, dalle Politiche giovanili alla Tutela ambientale». 

Il day after
I numeri fanno tremare i polsi, tant’è che lo stesso sindaco ha ammesso di «aver avuto un po’ di paura», ha scherzato Romoli, affiancato dagli assessori Arianna Bellan e Stefano Ceretta. Delle 760 richieste di partecipazione pervenute, ne sono state accolte 368, con gli operatori che hanno formato così i diciannove borghi, dislocati in sedici strade e sei piazze. La sicurezza è stata garantita dalle Forze dell’Ordine, ma pure dagli oltre 160 volontari tra Protezione civile (con rinforzi da tutta la Destra Isonzo), radioamatori e alpini, coadiuvati da 33 ragazzi che, insieme ai referenti del Punto giovani, hanno mirabilmente presidiato gli infopoint posizionati in otto varchi d’accesso alla manifestazione. Proprio i volontari più giovani hanno contribuito a distribuire quasi 200 mila pezzi tra guide, volantini, depliant e tabloid realizzati per l’occasione.