15 dicembre 2017
Aggiornato 12:30
L'evento

Alla Fondazione Carigo una mostra su soldati e caserme

Domani alle 18 l'inaugurazione di “Soldati. Quando la storia si racconta con le caserme” , aperta al pubblico fino a febbraio e dedicata al rapporto tra il territorio e le strutture militari

Una delle foto in mostra: corso Verdi con, a destra, la Casa del soldato (© )

GORIZIA - Si intitola «Soldati. Quando la storia si racconta con le caserme» la mostra promossa e realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia insieme all’Associazione Culturale «Isonzo» – Gruppo di ricerca storica e con la collaborazione del Comune di Gorizia, che sarà inaugurata domani alle 18 nella sala espositiva di via Carducci e sarà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2016. La rassegna ripercorre la storia di Gorizia evidenziando come, dagli inizi del Novecento fino al recente passato, la vita sociale, economica e urbanistica della città, in quanto territorio di confine, sia stata segnata da una consistente presenza militare, che è andata via via riducendosi con la caduta dei confini nazionali e con il rinnovamento concettuale dell'esercito, lasciando ancora oggi tracce tangibili: le strutture militari dismesse presenti sul territorio.

Fotografie inedite alla scoperta delle caserme di Gorizia
La mostra si avvale di un comitato scientifico composto da Simonetta Brazza, Sergio Chersovani, Martina Franco, Antonella Gallarotti, Mariateresa Grusovin, Bruno Pascoli, Elena Vidoz. È corredata da un catalogo edito da Edicom di Monfalcone, con testi di Sergio Chersovani e Bruno Pascoli, coordinamento editoriale di Roberto Collini e coordinamento organizzativo a cura di Elena Vidoz e Martina Franco. Fotografie per lo più inedite, messe a disposizione dall’Associazione «Isonzo», dal Comune di Gorizia, da altri prestatori e in parte selezionate dalle collezioni della Fondazione, compongono il percorso espositivo, che prende avvio da un censimento delle principali caserme di Gorizia e approfondisce la storia dei siti militari cittadini maggiormente significativi, sottolineando i cambiamenti nella denominazione e nelle funzioni che tali luoghi hanno subito nel corso dei decenni.

La vita dei soldati 
Alla «libera uscita» e alla vita dei soldati in città è dedicata un’apposita sezione della rassegna, con fotografie riprese nei luoghi di ritrovo e socializzazione più frequentati; mentre la storia di Gorizia a inizio Novecento e tra le due guerre è tratteggiata attraverso le immagini delle visite dei regnanti austriaci e dei membri della casa Savoia, delle cerimonie civili e militari svoltesi in quegli anni e con particolare attenzione allo sviluppo del "turismo della memoria" sui campi di battaglia della Grande Guerra. "Il valzer delle bandiere" e «La soglia di Gorizia» sono i titoli delle due sezioni successive, che si concentrano sugli anni tra la fine del 1943 ed il 1949. Le Casermette, il Villaggio dell’Esule nella zona di Campagnuzza, i grandi monumenti edificati negli anni '60, le vicende del confine "provvisorio" con la Jugoslavia si sviluppano nella parte finale della rassegna, che conclude l’approfondimento storico con le grandi cerimonie militari di fine Novecento e inizi anni Duemila.

Il Fvg, tra le regioni più militarizzate d'Europa
Riporta all’attualità e ai temi della militarizzazione e dismissione dei siti militari in Friuli Venezia Giulia la parte finale della mostra, a cura di Corde - Architetti Associati di Venezia, dedicata al progetto «Un Paese di primule e caserme». Con più di 400 siti militari dismessi, quasi uno ogni 15 chilometri, il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni più militarizzate d'Europa: partendo da questo dato è stata effettuata la mappatura di quasi 250 siti, studiando, per alcuni di essi, possibili soluzioni di recupero e analizzando i risvolti umani della militarizzazione, argomento su cui si basa il film «Un Paese di primule e caserme», presentato in mostra attraverso un teaser. «Questa mostra trova continuità con le precedenti rassegne realizzate dalla Fondazione – ha dichiarato il presidente della Fondazione Gianluigi Chiozza – in particolare con «Oltre lo sguardo», svoltasi tra il 2014 e il 2015. L’argomento al centro della mostra, quello della considerevole presenza militare che ha caratterizzato Gorizia nel corso del Novecento, costituisce un aspetto peculiare di cui crediamo valga la pena conservare il ricordo, per riscoprire e valorizzare l’identità delle nostre terre di confine».

Una veduta aerea del Villaggio dell'Esule a Campagnuzza

Una veduta aerea del Villaggio dell'Esule a Campagnuzza (© )

Picchetto d'onore al gonfalone della città di Gorizia, insignito della medaglia d'oro al valor militare: era il 1949

Picchetto d'onore al gonfalone della città di Gorizia, insignito della medaglia d'oro al valor militare: era il 1949 (© )

Lavori d'asfaltatura nella strada d'ingresso alle casermette

Lavori d'asfaltatura nella strada d'ingresso alle casermette (© )

Ingresso a Gorizia delle avanguardie motociclistiche dei Carabinieri

Ingresso a Gorizia delle avanguardie motociclistiche dei Carabinieri (© )

Il palazzo del Comando di Divisione, in piazza Battisti, in una foto degli anni Trenta

Il palazzo del Comando di Divisione, in piazza Battisti, in una foto degli anni Trenta (© )

Corso Verdi con, sulla destra, la Casa del Soldato (anni Venti)

Corso Verdi con, sulla destra, la Casa del Soldato (anni Venti) (© )

Alzabandiera in piazza Vittoria per la festa della Repubblica, negli anni Ottanta

Alzabandiera in piazza Vittoria per la festa della Repubblica, negli anni Ottanta (© )