17 ottobre 2018
Aggiornato 09:00

Parigi, il racconto di una studentessa goriziana: «Non possiamo uscire di casa»

Eleonora è nella capitale francese in Erasmus: «Un'escalation continua, attaccati alla tv vedevamo crescere il numero delle vittime, pensando a dove fossero i nostri amici»
La Polizia francese in azione a Parigi
La Polizia francese in azione a Parigi ()

GORIZIA - «A Parigi non si può uscire di casa». A raccontarlo è Eleonora Lamio, una studentessa ventenne del corso di Scienze internazionali e diplomatiche, che si trova nella capitale francese in Erasmus. 

«Intorno alle 22.15 una chiamata arriva dall'Italia chiedendomi come stessi e se fossi al sicuro: a casa con le mie coinquiline, fino a quell'istante ignara di tutto, comincio a rendermi conto della situazione - racconta Eleonora -. Da quel momento in poi abbiamo assistito ad un'escalation continua, attaccata alla televisione per tutta la notte vedevo le vittime aumentare ed i luoghi degli attacchi moltiplicarsi, il caos spargersi e la paura cominciare a diffondersi fra tutti.Il telefono continuava a squillare, un continuo cercarsi con i propri amici e cari per sapere se si fosse al sicuro. Ma non lo eravamo, non lo siamo; il mio primo pensiero è stato che in qualunque posto sotto attacco, poteva esserci uno di noi».

«A Parigi - prosegue la studentessa - non si può uscire di casa, il Presidente della Repubblica Francese Hollande ha dichiarato la chiusura delle frontiere e lo stato di urgenza, tutte le forze dell'ordine sono mobilitate, questa situazione si può definire con un'unica parola: guerra. In vita mia non avrei mai pensato di sentire le sirene, il rumore degli elicotteri tutta la notte e di avere paura per gli amici ed i cari sparsi in giro per la città. Si pensava di essere al sicuro, che l'Europa non sarebbe più stata sfiorata da barbarie simili, ma è stato un errore. Su chi puntare il dito? Di chi è la colpa? Con un attacco del genere non hanno colpito solo Parigi ma tutti noi, hanno colpito la nostra libertà, la nostra sicurezza, i valori fondamentali della nostra società e la pace che il nostro continente pensava di essersi guadagnato. Questa situazione, sette attentati nel cuore dell'Europa, 130 morti, infinità di cittadini nel terrore, il panico nelle strade, non sono una situazione tollerabile. Ma una cosa è certa, loro non vinceranno, i terroristi non ci piegheranno. In momenti di tensione come questi si deve restare uniti e, come ha ripetuto la mattina dopo gli attentati in conferenza stampa il Premier italiano Matteo Renzi: 'La libertà è più forte della barbaria!'».