19 ottobre 2017
Aggiornato 16:30
Natale a Gorizia

Redaelli: «Quanta chiusura nei confronti di poveri e stranieri»

L'omelia dell'arcivescovo di Gorizia nel corso della messa della notte di Natale in Duomo: «Il mondo ha bisogno di misericordia. Siamo feriti, stanchi e sfiduciati».

L'arcivescovo di Gorizia Redaelli in Duomo (© )

GORIZIA - «Il mondo ha bisogno di misericordia visto come è scosso da guerre, tensioni, terrorismo. Quanta paura e preoccupazione c’è nei nostri giorni. Ma anche quanta corruzione, quanta malvagità, quanta ingiustizia, quanta chiusura nei confronti dei poveri e degli stranieri». L'arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli, ha introdotto così l'omelia nella messa della Notte di Natale, celebrata dal presule in duomo. Redaelli, che questa mattina ha celebrato in carcere, prima di presiedere la messa solenne delle 11 ancora in Cattedrale, ha chiesto misericordia per la stessa Chiesa, «per gli errori e la poca trasparenza evangelica di molti. Papa Francesco non si stanca di chiedere perdono, seguendo del resto quello che aveva compiuto il santo papa Giovanni Paolo II in occasione del grande giubileo del 2000».

Ciascuno di noi ha bisogno di misericordia
Secondo l'arcivescovo, «la Chiesa ha poi bisogno di misericordia perché appare, almeno qui da noi, tante volte stanca e scoraggiata, capace sì di fare analisi sociologiche sul venir meno della fede, ma in affanno nel trovare rimedi validi alla scristianizzazione, a riscoprire la gioia e la semplicità del Vangelo. Anche ciascuno di noi ha bisogno di misericordia, sia singolarmente sia insieme alla sua famiglia o al suo gruppo: siamo feriti, stanchi, sfiduciati. Ben venga allora per tutti la misericordia».