15 dicembre 2017
Aggiornato 12:30
L'indagine

Agromafie, Gorizia unico caso preoccupante in regione

Secondo la ricerca di Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, la provincia isontina è quella col più alto indice di criminalità legate al primo settore in Fvg

Agromafie: Gorizia ha il peggior indice in Fvg (© )

GORIZIA - E’ marginale il peso delle Agromafie in Fvg, secondo l’annuale rapporto elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, tranne che nelle province di Gorizia e Trieste che, essendo entrambe città di confine e con un importante sistema portuale, ovviamente risentono dei traffici illeciti provenienti da altri Paesi e che transitano per i loro territori. Se, infatti, l’indice di criminalità del Bel Paese è di 29,1 punti con Ragusa che denuncia 100 punti, Reggio Calabria 99,4, Napoli 78,9 e Pescara 71,4, Gorizia, la prima per indice di criminalità del Fvg, denuncia un «misero» 32,7 e Trieste, la secondo, solo un 27,9. Molto più bassa Udine con 9,3 e chiude Pordenone con un minuscolo 3. Ma quali sono i reati considerati che fanno delle agromafie uno dei business più importanti visto che supera i 16 miliardi di euro l’anno?

Sono l’associazione per delinquere di stampo mafioso e camorristico, concorso in associazione mafiosa, truffa, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, contraffazione di marchi, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori che, come accennato, spesso vengono scoperti proprio sui confini e nei porti. 

«Per questo chiediamo – ha detto il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora a Roma alla presentazione dei dati – una intensificazione dei controlli sui prodotti agroalimentari in entrate in Italia. Quando abbiamo organizzato, in collaborazione con le forze dell’ordine dei presidi al Brennero, abbiamo trovato molte «schifezze» in entrata. L’insieme di questi reati non indebolisce solo il sistema produttivo agroalimentare ma anche l’immagine di grande qualità che il made in Italy s’è costruito in questi».