17 ottobre 2017
Aggiornato 13:00
Auditorium Ronchi

'Un albero indiano', un film oltre le diversitą

Sabato 14 maggio alle 20 la proiezione del documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini sull'esperienza dello scultore non vedente Felice Tagliaferri in India

Il film racconta come tutti possano trovare le proprie abilitą (© Shutterstock | CHOATphotographer)

RONCHI DEI LEGIONARI - ‘Un albero indiano’ è un film-documentario di Silvio Soldini (regista di ‘Pane e Tulipani’ 2000 e ‘Agata e le tempesta’ 2003 , ‘Giorni e nuvole’ 2007, ‘Cosa voglio di più’ 2010) e Giorgio Garini. Testimonia l’esperienza eccezionale intrapresa dallo scultore non vedente Felice Tagliaferri, anche ambasciatore dell'Organizzazione Non Governativa Cbm Italia, impegnata nella lotta contro le forme evitabili di cecità e disabilità nei paesi in via di sviluppo e dalla classe di bambini con e senza disabilità della Bethany School.

L'appuntamento è per sabato 14 maggio alle 20 nell'auditorium comunale di Ronchi, in piazza Unità d'Italia, alla presenza dello stesso Tagliaferri. La proiezione è organizzata da Auser e dall'associazione Leali delle Notizie con la collaborazione del Comune e della Biblioteca di Ronchi dei Legionari.

«Abbiamo voluto sostenere questa iniziativa - spiega il presidente di Leali della Notizie, Luca Perrino - perchè al di là del valore artistico e cinematografico del film di Soldini e Garini, la serata sarà occasione per la promozione di valori come l’inclusione, la solidarietà, l’affermazione della diversità come valore aggiunto. [..] Perchè come dice Cbm: non esistono i disabili e gli abili, tutti hanno le loro disabilità, tutti possono trovare le loro abilità».

La storia
La voce narrante è quella dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, che avvia un corso di lavorazione della creta alla Bethany School, una scuola inclusiva sostenuta da CBM a Shillong, nella regione del Megalaya nel nord est dell’India, dove i bambini con disabilità studiano in classi miste, insieme a bambini senza disabilità. L’artista, pur non conoscendo una parola della lingua locale, trova una modalità di comunicazione tutta sua con i bambini ciechi, sordi e sordo-ciechi che frequentano il laboratorio di creta. Riesce a insegnare loro a ‘fare il passo più lungo della gamba’, a osare. Giorno dopo giorno, gli allievi imparano a dar forma ai loro sogni e ci insegnano che tutti possono trovare la loro abilità e che da soli valiamo poco, ma è solo insieme agli altri che possiamo costruire un mondo migliore. La Bethany ospita bambini con esigenze speciali perché disabili, orfani o abbandonati, vittime di abusi, spesso provenienti da aree rurali e da famiglie estremamente povere.