Eventi & Cultura | Auditorium Ronchi

'Un albero indiano', un film oltre le diversità

Sabato 14 maggio alle 20 la proiezione del documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini sull'esperienza dello scultore non vedente Felice Tagliaferri in India

Il film racconta come tutti possano trovare le proprie abilità
Il film racconta come tutti possano trovare le proprie abilità (Shutterstock.com)

RONCHI DEI LEGIONARI - ‘Un albero indiano’ è un film-documentario di Silvio Soldini (regista di ‘Pane e Tulipani’ 2000 e ‘Agata e le tempesta’ 2003 , ‘Giorni e nuvole’ 2007, ‘Cosa voglio di più’ 2010) e Giorgio Garini. Testimonia l’esperienza eccezionale intrapresa dallo scultore non vedente Felice Tagliaferri, anche ambasciatore dell'Organizzazione Non Governativa Cbm Italia, impegnata nella lotta contro le forme evitabili di cecità e disabilità nei paesi in via di sviluppo e dalla classe di bambini con e senza disabilità della Bethany School.

L'appuntamento è per sabato 14 maggio alle 20 nell'auditorium comunale di Ronchi, in piazza Unità d'Italia, alla presenza dello stesso Tagliaferri. La proiezione è organizzata da Auser e dall'associazione Leali delle Notizie con la collaborazione del Comune e della Biblioteca di Ronchi dei Legionari.

«Abbiamo voluto sostenere questa iniziativa - spiega il presidente di Leali della Notizie, Luca Perrino - perchè al di là del valore artistico e cinematografico del film di Soldini e Garini, la serata sarà occasione per la promozione di valori come l’inclusione, la solidarietà, l’affermazione della diversità come valore aggiunto. [..] Perchè come dice Cbm: non esistono i disabili e gli abili, tutti hanno le loro disabilità, tutti possono trovare le loro abilità».

La storia
La voce narrante è quella dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, che avvia un corso di lavorazione della creta alla Bethany School, una scuola inclusiva sostenuta da CBM a Shillong, nella regione del Megalaya nel nord est dell’India, dove i bambini con disabilità studiano in classi miste, insieme a bambini senza disabilità. L’artista, pur non conoscendo una parola della lingua locale, trova una modalità di comunicazione tutta sua con i bambini ciechi, sordi e sordo-ciechi che frequentano il laboratorio di creta. Riesce a insegnare loro a ‘fare il passo più lungo della gamba’, a osare. Giorno dopo giorno, gli allievi imparano a dar forma ai loro sogni e ci insegnano che tutti possono trovare la loro abilità e che da soli valiamo poco, ma è solo insieme agli altri che possiamo costruire un mondo migliore. La Bethany ospita bambini con esigenze speciali perché disabili, orfani o abbandonati, vittime di abusi, spesso provenienti da aree rurali e da famiglie estremamente povere.