17 ottobre 2017
Aggiornato 13:00
Vertice al Municipio di Nova Goriza

Serracchiani-Erjavec, rafforzata cooperazione Fvg-Slo

Risultati positivi e accordi dal Comitato congiunto Friuli Venezia Giulia-Slovenia. Tavoli tecnici tra gli assessori regionali e il ministro sloveno Gorazd Zmavc

Vertice Fvg-Slovenia. Debora Serracchiani e Karl Viktor Erjavec (© Regione Friuli Venezia Giulia)

NOVA GORICA - Il comitato congiunto Friuli Venezia Giulia-Slovenia si è riunito ieri in sessione plenaria nel Municipio di Nova Gorica. I lavori si sono conclusi con una dichiarazione siglata dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e dal vicepresidente del Governo sloveno e ministro degli Esteri Karl Erjavec. L'accordo ha ribadito l'intesa sul rafforzamento delle relazioni bilaterali, accanto all'impegno per la soluzione di problematiche ancora aperte e per un'azione più efficace nell'ambito delle strategie macroregionali europee anche attraverso la cooperazione territoriale europea.

Entrambe le parti hanno espresso «soddisfazione per il proseguimento della cooperazione avviata», dopo che il comitato congiunto era ripartito lo scorso 7 aprile del 2015 articolando la sua attività nei principali settori d'interesse comune. Gli stessi ambiti ieri hanno dato vita, prima della sessione plenaria, alla riunione di cinque tavoli tecnici più un tavolo speciale dedicato al tema delle minoranze, ai quali sono intervenuti gli assessori regionali del Friuli Venezia Giulia e Gorazd Zmavc, ministro sloveno per le relazioni con la comunità nazionale autoctona nei Paesi limitrofi e con gli sloveni all'estero.

«Abbiamo fatto passi importanti», ha confermato nella conferenza stampa finale il ministro Erjavec, che ha sottolineato come «i rapporti tra Italia e Slovenia siano molto buoni, con il Friuli Venezia Giulia partner importantissimo». A proposito delle relazioni con la Regione italiana, il ministro ha auspicato «l'opportunità di aumentare l'interscambio, che oggi ammonta a 760 milioni di euro».

È stata condivisa l'idea dell'Europa come casa comune in cui trovare la soluzione ai problemi e che «per i migranti - ha detto Erjavec - bisogna agire in modo coordinato e solidali». I due presidenti hanno manifestato accordo sulle opportunità offerte dal Programma Interreg V A, sugli ampi margini di sviluppo della cooperazione in agricoltura, sulla contrarietà al progetto del rigassificatore di Zaule e sulla necessità di intervenire sui collegamenti via ferro, sulla quale in particolare ha insistito la presidente della Regione Fvg, nella consapevolezza che per la mobilità e per un'economia più forte occorrano adeguate infrastrutture. Serracchiani ed Erjavec convengono sulla «necessità di migliori collegamenti ferroviari attivando il prima possibile dei servizi di trasporto passeggeri transfrontaliero, favorendo il ripristino del servizio Venezia-Trieste-Lubiana e migliorando l'interoperabilità ferroviaria su tutte le tratte confinarie». Accordo anche sull'opportunità di accrescere i servizi dei trasporti transfrontalieri marittimi.

Turismo ed enogastronomia sono stati evidenziati come settori di cooperazione da rafforzare sul versante economico, che punta sul confronto tra le rispettive strategie di specializzazione e a una collaborazione più intensa su ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico da un lato e politiche sociali e sanitarie dall'altro, attività queste ultime già ben avviate. Sono stati analizzati, inoltre, la pianificazione territoriale e la protezione civile, come terreno di concreta collaborazione. 
Tra i punti centrali, anche l'impegno sull'ambiente con l'intervento per la depurazione delle acque dell'Isonzo e il tema cruciale della promozione delle minoranze a proposito del quale in Friuli Venezia Giulia Erjavec ha riconosciuto che «si sono fatti decisi passi avanti».