16 dicembre 2017
Aggiornato 10:00
Operazione della Guardia di Finanza

Oltre 50mila euro di reato per il pilota di aerei

I finanzieri del comando di Gorizia scoprono la truffa ai danni dell'INPS per l'indebita percezione dell'indennitą di mobilitą del professionista

La Guardia di Finanza denuncia un pilota aereo (© Guardia di Finanza Comando provinciale)

GORIZIA - Era stato licenziato e collocato in mobilità da parte di una compagnia aerea con sede nel territorio nazionale nell’ottobre 2012, iniziando a beneficiare di prestazioni a sostegno del reddito erogate dall’I.N.P.S., ma aveva 'dimenticato' di informare l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale di essere stato assunto a tempo indeterminato, già nel novembre 2012, da un’altra compagnia di volo, con sede all’estero. 

Aveva così percepito, tra il 2012 ed il 2014, non solo lo stipendio di pilota nella compagnia aerea estera, ma anche l’indennità di mobilità, per un importo di € 50.010,15. Il comportamento del pilota non è sfuggito ai finanzieri della compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia che lo hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Gorizia per il reato di ‘Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato’ (ex art. 316 ter codice penale) che prevede la reclusione da 6 mesi e 3 anni. 

Dalle indagini, condotte mediante acquisizioni documentali presso l’I.N.P.S. di Gorizia ed accertamenti bancari, è infatti emerso che il pilota, residente nella provincia isontina, chiesto la sospensione delle prestazioni di mobilità in relazione al nuovo impiego soltanto nel maggio 2013, indicando però che sarebbe stato assunto a decorrere dal giugno 2013 per soli sei mesi. La verità è che risultava impiegato nel nuovo lavoro dal novembre 2012 con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. 

Il Sostituto Procuratore della Repubblica, condividendo il quadro probatorio acquisito dalle Fiamme Gialle isontine, ha formulato al Giudice per le Indagini Preliminari richiesta di sequestro preventivo ‘per equivalente’ (ex art. 321 codice di procedura penale) considerato che l’art. 316 ter è tra i reati per i quali è prevista la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto. 

Il G.I.P., ritenendo sussistente il ‘fumus commissi delicti’, ha disposto il sequestro funzionale alla confisca del profitto del reato, corrispondente ad € 50.010,15, che è stato eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri di Gorizia, su beni mobili (denaro e titoli) di proprietà dell’indagato e detenuti presso la filiale di una banca. L’I.N.P.S., contestualmente, ha provveduto al blocco delle erogazioni, procedendo alla richiesta di recupero delle somme indebite già percepite dal responsabile.