16 dicembre 2017
Aggiornato 10:00
Urban multimedia festival

InVisible cities, da domani la fase finale

Il programma di domani apre la settimana decisiva del festival multimediale di Gorizia. Tanti appuntamenti tra installazioni, performance e aperitivi con gli artisti

Settimana clou del festival della multimedialitą urbana. Un'immagine della performance di Elisa Ferrari e Giulia Tosi (© Festival InVisible Cities | Associazione 47|04)

GORIZIA - Inizia domani, mercoledì 25 maggio, la parte clou di In\Visible Cities, primo festival internazionale interamente dedicato alla multimedialità urbana e che ha per protagonista Gorizia, invasa di spettacoli, installazioni, incontri e workshop. Dallo scorso 6 maggio artisti provenienti da tutta Europa sono al lavoro in Borgo Castello per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale della città: palazzi, piazze e mercati diventano in questi giorni la tela per interventi multimediali.

In particolare, dalla mattina di domani in Corte Bratina si discute di 'Narrare, difendere, ricostruire territori. Appunti per/da un dopo-catastrofei, nel seminario organizzato da Alessandra Marin del Dipartimento di ingegneria e architettura dell'Università di Trieste. L'incontro nasce per trovare risposta ai problemi causati dal rischio ambientale e dai cambiamenti climatici globali. 

Dalle 18 alle 19 invece si aprono le porte dello Studio Faganel per l’aperitivo Visible\Unfinished Work con gli artisti in residenza a Gorizia a cura di Sara Occhipinti e Marco Faganel. Alle 19, dall’ex Ferramenta Krainer comincia la visita guidata alle installazioni multimediali di In\Visible Cities in cui gli artisti stessi presentano le loro opere in un aperitivo a tappe a cielo aperto.

Sempre dalle 19 tra via Rastello e piazza Vittoria la redazione di Sconfinare, composta dagli studenti di Scienze internazionali e diplomatiche, organizza letture intervallate da musica dal vivo. Alle 21 si ritorna al cortile dell’ex Ferramenta Krainer con il lavoro di Elisa Ferrari e Giulia Tosi, che indaga le dinamiche dell’incontro e della relazione umana nell’ambito celebrativo della festa, dal titolo Altough of Course you End Up Becoming Yourself (An artistic research on entertainment). In uno spazio abitato e agito da una dj e una performer, lo spettatore si trova immerso in una dimensione di festa. In questo spazio, gli spettatori decidono in maniera libera in quale modo relazionarsi con l’ambiente e con la performance. 

A questo link è disponibile il programma di In\Visible Cities.