17 ottobre 2017
Aggiornato 13:00
Speciale festival, conclusione

èStoria da record con oltre 60mila presenze

L'edizione numero XII, dedicata al tema della schiavitù, ha superato le aspettative degli organizzatori. Lo scorso weekend, Gorizia è stata scelta come punto di riferimento storico- culturale da un pubblico attivo e coinvolto

GORIZIA - Tutto esaurito nelle diverse sedi di èStoria, anche quelle dislocate in zone meno centrali rispetto ai Giardini Pubblici, cuore del festival. Un programma ricchissimo e variegato che ha offerto al pubblico di Gorizia la possibilità di conoscere personalità della cultura, della storiografia, della letteratura e del giornalismo, ma anche attivisti e testimonial di diverse parti del mondo. Un’edizione più partecipata, più estesa per un pubblico attivo e coinvolto: oltre 60.000 le persone che hanno affollato le diverse sedi del festival. 

Quasi 300 gli ospiti, 150 gli appuntamenti del festival tra convegni, dialoghi, mostre, proiezioni di film, èStoriabus e altre iniziative, che il pubblico ha seguito con accresciuta attenzione, dimostrando che la scelta della dislocazione in più sedi è stata vincente e apprezzata dal pubblico. 

La partecipazione è stata massiccia a tutti gli eventi, anche quelli in contemporanea con le personalità di rilievo internazionale come Kevin Bales, Luciano Canfora, Seymour Drescher, Agnes Heller. Posti in piedi per la premiazione di Claudio Magris, premio Friuladria 2016 'Il romanzo della storia', e negli incontri con Yvan Sagnet, attivista e leader della lotta al Caporalato (qui l'approfondimento), con Ehud Toledano e Farian Sabahi nel dibattito Essere schiavi nell’impero ottomano, con Gastone Breccia, Widad Tamimi, Virgilio Ilari e Gianandrea Gaiani nella conversazione Guerra all’Isis. 

Commossa partecipazione all’incontro con Vito Mancuso che ha dialogato con Armando Torno per comprendere la spiritualità e le prime istituzioni ecclesiali di coloro a cui fu annunciato «la verità vi farà liberi». Pubblico stregato all’inaugurazione con Piergiorgio Odifreddi che è intervenuto su Schiavi dei numeri, ma anche in occasione delle testimonianze toccanti di Khady Koita, attivista franco-senegalese per i diritti umani e leader internazionale nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati sia in Africa che nel resto del mondo e di Gregoire Ahongbonon, che da 30 anni ha liberato decine di migliaia di malati psichici, incatenati, inceppati o abbandonati nudi lungo le strade delle città in Costa d’Avorio, Benin, Burkina Faso e Togo.

«La dodicesima edizione di èStoria ha visto il Festival sempre più in grado di attrarre e coinvolgere un pubblico desideroso di confrontarsi con i grandi temi della Storia. La scelta di un tema dai connotati aspri, com’è sicuramente il caso di Schiavi, non ha intimorito gli spettatori, che hanno dimostrato un’attenzione e una sensibilità culturale di grande significato - ha dichiarato l'ideatore e direttore del Festival Adriano Ossola - èStoria è anche un’occasione armonica di collaborazione con numerose realtà culturali, formative, artistiche e sociali, in un concorso di energie che non perde di vista la volontà di valorizzare Gorizia come città di cultura e turismo, attirando il pubblico e l’attenzione di testate e media nazionali»

Grande partecipazione anche agli èStoriabus sui luoghi della Storia come l’itinerario alla scoperta dei luoghi carsici attraversati dal reparto in cui Mussolini fu impegnato durante il Primo conflitto mondiale, guidato dal curatore del volume che li contiene 'Il giornale di guerra' di Mussolini, e l’escursione riservata alle scuole e dedicata al tema della disfatta di Caporetto. Anche il ciclo di proiezioni organizzate dal Punto Giovani  hanno affrontato la schiavitù nelle sue molte sfaccettature, dando vita a serate di confronto e scambio d'opinioni molto vivo.