16 dicembre 2017
Aggiornato 10:00
31 maggio 1972

Ricordata la strage di Peteano con il comandante generale dei carabinieri

44 anni fa persero la vita il brigadiere Antonio Ferraro e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Dongiovanni. Una strage compiuta dai terroristi di Ordine Nuovo

La commemorazione della strage di Peteano (© Carabinieri)

SAGRADO – Il comandante dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette, ha presenziato a Peteano, frazione del Comune di Sagrado, alla cerimonia del 44° anniversario dell’attentato in cui persero la vita il brigadiere Antonio Ferraro e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Dongiovanni. Una strage compiuta dai terroristi di Ordine Nuovo.
Nella tarda serata del 31 maggio 1972, rimasero uccisi dall’esplosione di un ordigno collocato nel cofano di una Fiat Cinquecento bianca, abbandonata sulla strada provinciale che collega Gorizia a Gradisca d’Isonzo, Ferraro (31 anni) e i carabinieri Poveromo (33 anni) e Dongiovanni (23 anni). Nella circostanza, il sottotenente Angelo Tagliari riportò lesioni al viso ed alla mano destra.

Per il citato episodio, i tre militari deceduti venivano insigniti della Medaglia d’Argento al Valor Civile ‘alla memoria’, con la seguente motivazione: «Intervenuto con altri militari in una località isolata, in cui era stata segnalata in sosta un’autovettura sospetta con due fori di proiettile sul parabrezza, veniva investito, nel procedere all’ispezione dell’automezzo, dalla violenta deflagrazione di un congegno esplosivo collocato nel cofano, rimanendo ucciso. Mirabile esempio d’incondizionata dedizione al dovere e di sprezzo del pericolo».
​Inoltre, nel 2010, il presidente della Repubblica, in occasione del ‘Giorno della Memoria’, ha conferito loro anche l’Onorificenza di ‘Vittime del terrorismo’.

Del Sette era accompagnato dal comandante interregionale Carmine Adinolfi e dal comandante della Legione Friuli Venezia Giulia Vincenzo Procacci. Presenti alcuni familiari dei caduti e numerose autorità, tra cui il sindaco di Sagrado Elisabetta Pian, il prefetto di Gorizia Isabella Alberti, Federico Prato in rappresentanza del procuratore generale presso la Corte d’Appello di Trieste, il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, il comandante del Comando militare Esercito di Trieste, Alessandro Guarisco, il  questore di Gorizia Lorenzo Pillinini e l’ispettore regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri Michele Ladislao con una rappresentanza dell’Associazione.

Dopo la lettura della preghiera del carabiniere, nel corso del suo intervento, il generale Del Sette ha commemorato il sacrificio dei tre eroici carabinieri, che suscitò vivissima emozione e profondo dolore in tutte le comunità, rivolgendo espressioni di affettuosa vicinanza ai familiari presenti. Il comandante generale ha sottolineato che l’Arma non dimenticherà mai i propri caduti e che essi, nel ‘ricordo’, continueranno a vivere con i loro valori stimolando ulteriormente l’impegno dei colleghi oggi in servizio.