23 settembre 2017
Aggiornato 05:30
Scoperti dalla Guardia di Finanza di Monfalcone

Prestano cure odontoiatriche senza abilitazione. Sotto sequestro noto studio di Ronchi

Privi della necessaria qualifica, quattro odontotecnici e quattro assistenti alla poltronalavoravano al posto dei due medici odontoiatri, legali rappresentati dell'attività

Falsi dentisti, sequestrato noto studio dentistico a Ronchi (© Guardia di Finanza Comando provinciale di Gorizia)

RONCHI DEI LEGIONARI - Dopo numerosi appostamenti nei pressi dei locali in cui operavano, le Fiamme gialle della Compagnia di Monfalcone hanno scoperto l'attività di otto tra odontotecnici e assistenti alla poltrona in un noto studio dentistico ronchese. Il reato è quello di esercizio abusivo della professione medico-odontoiatrica. Le indagini sono state dirette da Laura Collini, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Gorizia. L'investigazione ha appurato l'attività degli odontotecnici che, senza la qualifica professionale richiesta dalla legge, svolgevano attività di esclusiva competenza degli odontoiatri, come l’acquisizione di impronte dentali, lastre radiografiche, cementazioni e la rimozione di punti di sutura. In qualità di odontotecnici dovrebbero, al contrario, occuparsi esclusivamente della costruzione di apparecchi di protesi dentaria su modelli tratti dalle impronte fornite dai medici abilitati all’esercizio dell’odontoiatria. I 'professionisti' hanno proposto i servizi prima ad alcuni clienti 'abituali' e, successivamente, hanno allargato la clientela che, più o meno consapevole della mancata abilitazione medica degli odontotecnici e delle assistenti, è risultata comunque, soddisfatta delle cure dentarie ricevute. Il tutto si è svolto sotto l’egida dei due odontoiatri, rappresentati legali dello studio medico, che hanno consentito e agevolato l’esercizio abusivo mettendo a disposizione sia la struttura, sia l’attrezzatura ai 'sedicenti medici'. I falsi dentisti nonché i due responsabili della struttura medica sono stati così deferiti alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Gorizia, che ha richiesto al G.I.P. del medesimo tribunale il sequestro preventivo dell’immobile e delle attrezzature. Il provvedimento in parola è stato eseguito dai finanzieri della Compagnia Monfalcone al fine di impedire ai soggetti denunciati la reiterazione del reato.