19 novembre 2017
Aggiornato 00:00
Il partito condanna Regione e Stato

Immigrazione a Gradisca, la denuncia del MoVimento 5 Stelle

Situazione invariata al Cie, continui episodi che mostrano il mancato rispetto delle regole: i portavoce regionali del M5S chiedono maggior sicurezza

Immigrazione a Gradisca, la denuncia del MoVimento 5 Stelle (© Adobe Stock | Comugnero Silvana)

GRADISCA - «La gestione degli immigrati sta sfuggendo di mano alle autorità. Non c’è programmazione e le istituzioni sono assenti o carenti dal punto di vista del personale. Il Centro di identificazione ed espulsione (Cie), come ormai noto, viene utilizzato come centro di accoglienza per i richiedenti asilo (Cara). L'utilizzo a Cara, doveva servire a gestire un'emergenza. invece, a distanza di anni, la situazione è rimasta invariata». – la denuncia arriva dai portavoce del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo e Michele Freschi. «Il numero di richiedenti asilo politico, ha raggiunto quota 400 in un territorio molto piccolo come il Comune di Gradisca, a cui vanno sommati i richiedenti che sono ospitati nei comuni limitrofi che passano le loro giornate a Gradisca. Notiamo una mancanza di rispetto delle regole basilari del vivere civile da parte di alcune di queste persone e nessun controllo da parte di chi deve presidiare il Comune. È una situazione al limite che si sta protraendo ormai da troppo tempo».

L’uccisione del cigno sull’Isonzo
Secondo la Dal Zovo, «l’apice si è toccato la scorsa settimana quando è stato ucciso un cigno lungo le sponde del fiume Isonzo. Stiamo parlando di una specie protetta, pertanto l’uccisione di questo animale è destinata a sfociare nel reato penale. Per questo chiediamo a gran voce che vengano trovati i responsabili di tale barbarie e che si proceda subito al rigetto della domanda di asilo politico». Sottolinea, inoltre, la portavoce del M5S in Consiglio regionale «Il rispetto delle regole è alla base di ogni stato democratico. Il prefetto deve adoperarsi il prima possibile per garantire il rispetto delle regole e ridare serenità ai cittadini di Gradisca e il rispetto delle regole anche attraverso un maggior controllo del territorio. […] Chiediamo maggior vicinanza da parte di Regione e Stato al Comune di Gradisca d'Isonzo che sta sopportando, ormai da anni, questa situazione costante di carico a differenza di molti altri comuni che nulla fanno e anzi, decidono di non collaborare con l'idea di una accoglienza diffusa».