25 settembre 2017
Aggiornato 15:00
Non a caso, si è svolto il 24 ottobre

‘Altri sguardi sulla Grande Guerra’: convegno per la nascita dell'Onu

Panariti: "Lo sguardo di oggi è sulla storia per affrontare la complessità del passato e capire, da un lato, come le persone vivevano quel conflitto e come esso ha cambiato inesorabilmente le loro vite e, nel contempo, riconoscere in quel passato elementi di contemporaneità"

L'incontro "Altri sguardi sulla Grande Guerra", in occasione della LXXI Giornata internazionale delle Nazioni Unite, nell'Auditorium della Cultura friulana - Gorizia 24/10/2016 (© Regione Friuli Venezia Giulia)

GORIZIA - «Dopo aver lavorato sull'educazione civica, sulla cittadinanza attiva, coinvolgendo le scuole della regione e quelle di altre regioni italiane sulle trincee della Grande guerra, lo sguardo di oggi è sulla storia per affrontare la complessità del passato e capire, da un lato, come le persone vivevano quel conflitto e come esso ha cambiato inesorabilmente le loro vite e, nel contempo, riconoscere in quel passato elementi di contemporaneità. Il Friuli Venezia Giulia si conferma, in questo senso, laboratorio di pace e di cittadinanza attiva». Lo ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione Loredana Panariti introducendo ‘Altri sguardi sulla Grande Guerra’, l'incontro tenutosi il 24 ottobre nell'Auditorium della Cultura Friulana a Gorizia, promosso dalla Direzione Istruzione della Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Consorzio culturale del Monfalconese, l'Istituto Livio Saranz di Trieste, l'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia e il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani nell'ambito del progetto Dalla Grande Guerra alla Grande Pace, programma di formazione, educazione e ricerca 2014-2018.

L’occasione, la Giornata internazionale delle Nazioni Unite
Un incontro che, non a caso, si è svolto il 24 ottobre, Giornata internazionale delle Nazioni Unite, nel 71° anniversario dalla fondazione dell'Onu «l'organizzazione nata per impedire il ripetersi delle grandi tragedie - ha spiegato Flavio Lotti direttore del coordinamento degli Enti locali per la pace e i diritti umani presente all'evento - come quelle della Prima e della Seconda guerra perché vogliamo riflettere, in particolare, su ciò che è stato il primo conflitto mondiale portando, davanti a tanti ragazzi, altri punti di vista, diversi da quello militare che spesso caratterizza quella storia. Oggi - ha aggiunto - abbiamo cercato di cogliere le dimensioni dell'umanità stravolta da quegli eventi in modo così profondo da segnare anche la storia dei nostri giorni. È stata un occasione di riflessione sul passato per accrescere la nostra consapevolezza sul presente e sul futuro».

Molti i presenti
Una decina le scuole presenti e provenienti da tutta la regione. L'evento ha visto la partecipazione dello storico Lucio Fabi, uno dei maggiori esperti della Prima guerra mondiale sul Fronte orientale, di Emilio Franzina già professore ordinario di storia contemporanea presso l'Università degli studi di Verona, di Nicola Maranesi giornalista e studioso della memoria autobiografica della Grande guerra, delle storiche Erica Mezzoli e Ariella Verrocchio rispettivamente ricercatrice e direttore scientifico dell'Istituto Saranz di Trieste e di Sergio Zilli geografo dell'Università di Trieste, studioso della trasformazione del paesaggio nell'area confinaria in età contemporanea. Più che una celebrazione del passato, l'incontro odierno, come è emerso, è stato un percorso per comprendere come la memoria del passato possa aiutare a leggere meglio gli accadimenti dell'oggi e quindi anche ad aumentare la nostra capacità di modificarli.