23 settembre 2017
Aggiornato 06:00
In occasione della rievocazione la 'Presa di Gorizia' 

Matteralla a Gorizia: "osmosi tra due comunità è spirito più autentico dell'UE"

Serracchiani ha osservato che un giorno denso di eventi e di significato come quello odierno ci assegna un preciso compito, etico e politico che riguarda non solo le terre di confine agitate dai conflitti del Secolo breve ma anche le nuove sfide del presente prospettate all'Europa

Ettore Romoli (Sindaco Gorizia) e Sergio Mattarella (Presidente Repubblica Italiana) - Gorizia 26 ottobre 2016 (© Fabrice Gallina)

GORIZIA - Il confine tra Gorizia e Nova Gorica «che si è progressivamente smaterializzato a tutto vantaggio di una progressiva osmosi tra due comunità oggi costituisce un paradigma dello spirito più autentico dell'Unione europea». Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al Teatro Verdi di Gorizia, ha colto nello sviluppo storico di queste terre un tratto esemplare dell'opera di costruzione dell'Unione europea, «progetto di grande valore - ha detto – che va coltivato giorno per giorno».

Capacità di reazione
In linea con le parole del Presidente anche la governatrice del Fvg, Debora Serracchiani, che davanti alla platea (presenti anche i sindaci di Gorizia, Ettore Romoli, e Nova Gorica, Matej Arcon), alla presenza non solo di Sergio Mattarella e ma anche del Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, in città in occasione della manifestazione all'insegna della riconciliazione che rievoca la 'Presa di Gorizia' nella Prima guerra mondiale, ha ricordato come «la maturità dell'intera classe di governo europea, cioè del continente più ricco del mondo, sarà misurata sulla capacità di reagire in modo adeguato al fenomeno epocale delle migrazioni».

Fenomeno delle migrazioni
Serracchiani ha osservato che «un giorno denso di eventi e di significato» come quello odierno «ci assegna un preciso compito, etico e politico» che riguarda non solo le terre di confine agitate dai conflitti del Secolo breve ma anche le nuove sfide del presente prospettate all'Europa. Proprio sul fenomeno delle migrazioni, la classe di governo europea è davanti a scelte. «Si può decidere di fare una cosa oppure un'altra, ma bisogna farla tutti insieme e nello stesso modo», ha affermato la presidente della Regione.

Pace e valori fondanti
Di migrazione e conflitti ha parlato anche Mattarella: «I risultati di pacificazione conseguiti negli anni – ha ricordato - non devono mai essere considerati scontati ed eterni», perché «altrove, si continuano a mettere in discussione i valori fondanti dell'Unione e non soltanto le sue scelte, evocando velleitariamente la costruzione di nuove barriere». L'ammonimento di Mattarella è che, dunque, «il primato della pace sia irreversibile». Anche per il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor, non è il momento di prestare ascolto ai timori, agli opportunismi e alle «sirene del nazionalismo». «Ho vissuto con grande gioia - ha detto Pahor - la giornata in cui il confine è sparito e non posso immaginare un confine che esista di nuovo».

Sergio Mattarella (Presidente Repubblica Italiana) al Parco della Rimembranza - Gorizia 26 ottobre 2016

Sergio Mattarella (Presidente Repubblica Italiana) al Parco della Rimembranza - Gorizia 26 ottobre 2016 (© Regione Fvg)