23 settembre 2017
Aggiornato 05:30
Per la rassegna “LibRiamo ne’ lieti calici”

Un tenente friulano racconta il nazismo nel libro di Raffaella Cargnelutti

“Alla gentilezza di chi la raccoglie. Dall’inferno di Buchenwald, una storia vera”. L'autrice, critica e storica d'arte, racconta i drammi delle deportazioni di guerra attraverso gli occhi del padre. Presentazione il 27 ottobre all’Azienda Sturm

CORMONS - Penultima tappa di ‘LibRiamo ne’ lieti calici’, giovedì 27 ottobre alle ore 18, all’Azienda Sturm a Zegla di Cormons, con il libro ‘Alla gentilezza di chi la raccoglie. Dall’inferno di Buchenwald, una storia vera’ (Andrea Moro Edizioni), della critica e storica d’arte tolmezzina Raffaella Cargnelutti.
«Alla gentilezza di chi la raccoglie». Così scrive sulla busta, con un lapis di fortuna, il tenente Giulio Cargnelutti, prima di lanciarla dal vagone che lo sta portando in Germania. Sarà un viaggio lunghissimo che lo vedrà passare dai carri bestiame piombati, al campo di Buchenwald. A dialogare con l’autrice la giornalista Monica Bertarelli.
Come da consuetudine, la presentazione sarà accompagnata dalla musica che in questa occasione verrà proposta dal Gruppo NO-BEL. A conclusione, brindisi con i vini dell’Azienda Sturm.

L’autrice
Raffaella Cargnelutti è critica e storica dell’arte, nonché narratrice, e vive a Tolmezzo (UD). Esordisce in narrativa con Il ritratto di Maria (Kappavu Editore, Udine, 2010). Nel 2011, con l’Editore Antiquità, pubblica Viandante sul mare di nebbia, racconto ispirato al quadro di Caspar David Friedrich. Nel 2012, per le Edizioni Biblioteca dell’Immagine, esce L’opera imperfetta, vita romanzata del pittore Gianfrancesco da Tolmezzo.

Sinossi 
Il tenente Cargnelutti, catturato dalle SS il 20 luglio 1944 a Tolmezzo, vuole informare a ogni costo la giovane moglie e i suoi cari che sono completamente all’oscuro di quanto gli sta accadendo. Per Giulio questo sarà un tremendo viaggio verso Buchenwald, dove trascorrerà oltre nove mesi come deportato politico, senza possibilità di ricevere pacchi e corrispondenza da casa. Ma Cargnelutti, in maniera fortunosa, riesce comunque a dare notizie di sé alla moglie Eugenia, e a disegnare anche un diario per immagini del dramma umano che si consuma attorno a sé. Da sfondo alle vicende personali di Cargnelutti, si delineano gli ultimi tragici mesi della guerra in Friuli con le ritorsioni nazi-fasciste e l’invasione dell’esercito cosacco-caucasico. Ma a stemperare la ferocia della guerra, non mancano alcuni significativi episodi di eroismo silenzioso ad opera dei ferrovieri e delle numerose donne, ragazze, anziane che accorrevano per ristorare e aiutare i deportati, a migliaia tra Udine e Tarvisio nei lunghi treni della morte.

Gruppo No-Bel
Il suo nome è un calembour tra il nome del chimico Alfred Nobel, inventore della dinamite a cui è dedicato il famoso premio, e la negazione della guerra (bellum). È un trio composto da due chitarristi/voci ed un panista/fisarmonicista. Il repertorio è composto da canzoni in prevalenza pacifiste ed anti-militariste della resistenza Italiana.

Per info
www.culturaglobale.it
www.cormonslibri.it