24 novembre 2017
Aggiornato 01:00
Ultimo appuntamento a “Musiche di sconfine”

“Athos”, performance artistica su un viaggio alla “Montagna Santa”

Un racconto multimediale su un’esperienza a contatto con i monaci ortodossi, isolati dal mondo in una repubblica semi autonoma, ultima testimonianza esistente dell’impero bizantino

Una scena della performance "Athos" (© Musiche di sconfine)

SAN MARTINIO DEL CARSO - Per il suo ultimo appuntamento live, Musiche di Sconfine ospita la performance Athos che si terrà presso il Centro Civico di San Martino del Carso, Sagrado (GO) dalle 21:00 di Venerdì 28 ottobre.
Athos è una performance di racconto multimediale, un viaggio attraverso le remote atmosfere dell’omonimo monte sulla scia di parole, dipinti e suoni.
La narrazione di Moreno Miorelli sarà accompagnata dalle musiche e rumori di Eva De Adamo e del live-painting digitale di Cosimo Miorelli. Nel gennaio del 1985 Moreno Miorelli esplorò il territorio della ‘Montagna Santa’ e  questo progetto nasce proprio da quella esperienza.

La Montagna Santa, dove il tempo si è fermato
Il Monte Athos o Aghion Oros, la Montagna Santa, è una repubblica semi autonoma. Occupa il terzo «dito», quello più orientale, della penisola Calcidica, nel mare Egeo. Da un millennio ospita monaci ortodossi: greci, russi, serbi, bulgari, rumeni e uomini di altre nazionalità convertitisi al ‘vero Credo’. Sono circa 2000 persone che popolano venti monasteri, una serie di agglomerati di piccole casette detti skytes e alcuni eremitaggi. La montagna che ha nome Athos è la punta meridionale della penisola, la parte estrema tuffata nel mare e dal mare la parete si erge per 2.033 metri. Al territorio della repubblica si accede via acqua, tramite un battello che quotidianamente salpa dal paesino greco di Ouranopolis. Nella repubblica è interdetto l’ingresso a qualsiasi forma di vita femminile, umana e animale.

L’unica testimonianza esistente del mondo bizantino
Il narratore di questo viaggio si è recato in quel luogo nel gennaio del 1985 per approfondire la propria conoscenza circa le icone, in particolare gli aspetti riguardanti la loro simbologia. Sotto molti aspetti la repubblica dell’Athos può essere considerata l’unica testimonianza di mondo bizantino tuttora esistente. Ciò si rende evidente nel profondo rispetto della antica ritualità; nella presenza degli esicasti, monaci che praticano la «preghiera del cuore», una tecnica estatica nata, forse, tra gli anacoreti siriani dei primi secoli dell’era cristiana, tecnica in qualche modo avvicinabile allo yoga. E non solo. E’ infatti la presenza del «miracoloso» come normalità, nei diversi aspetti della vita, negli accadimenti, ad essere forse l’eredità più tangibile di Bisanzio.
La serata è a ingresso libero