16 agosto 2017
Aggiornato 23:30
L'edizione 2016

Bill Frisell chiude il Jazz & Wine of Peace Festival

Calendario jazz fantascientifico (a leggerlo pareva in effetti di aver già abusato di parecchio wine!) che lo vedeva preceduto da nomi quali Jan Garbarek (assieme a Trilok Gurtu), Dave Holland e Gonzalo Rubacalba, solo per annoverare i big.

L'edizione 2016 del Jazz & Wine of Peace Festival ha visto salire sul palco anche Bill Frisell (© Luca D'Agostino)

CORMONS - L'edizione 2016 del Jazz & Wine of Peace Festival si è chiusa con un nome d'eccezione, quello di Bill Frisell. Calendario jazz fantascientifico (a leggerlo pareva in effetti di aver già abusato di parecchio wine!) che lo vedeva preceduto da nomi quali Jan Garbarek (assieme a Trilok Gurtu), Dave Holland e Gonzalo Rubacalba, solo per annoverare i big.

Maestri
Chitarrista dal tocco magico e inconfondibile, ha lasciato da parte virtuosismi e narcisismi spesso tipici di chi ama quel strumento per dar spazio alla musicalità delle sue colonne sonore preferite. Partenza alle 21.30 spaccata perché l'evento è trasmesso live sulla terza rete radio Rai : Moon River, il classico dei classici. Si prosegue con il maestro di casa nostra, Ennio Morricone: temi spaghetti-western rivisitati dal quartetto di Frisell con un efficace coinvolgimento del pubblico (ennesimo sold-out) che non può non-conoscere quei motivetti. A seguire il gota delle soundtrack: Henry Mancini e Nino Rota.

Formula vincente
Dicevamo, Frisell che quasi scompare (si annulla) dall'alto della sua grandezza per lasciar spazio ai suoi compagni di viaggio, e in particolar modo alla cantante Petra Haden, applauditissima, anche se a mio personalissimo avviso un tantino asettica in alcune interpretazioni. Si chiude con un altro classicissimo ‘When you wish upon a star’, che sa un po' di piano-bar di gran qualità, e brindisi finale con un calice di bianco quasi obbligato. Nella notte cormonese il vero spirito del festival continuerà nelle osterie della capitale del Collio laddove il connubio jazz e vino risuona magniloquente nella fisarmonica di Gianpaolo Mrach e nell'anima blues di Lucky Gherghetta fino a notte inoltrata. La formula per Cormons è ancora vincente: molto jazz. Del wine... neanche a parlarne!