20 novembre 2017
Aggiornato 20:00
Continuano i rischi e i disagi

Ziberna, negato il pronto soccorso pediatrico a Gorizia

Segnalata la gravissima situazione in cui versa il pronto soccorso pediatrico, che chiude già alle 18.00, costringendo dalle 17.00 in poi i genitori del Comune di Gorizia e dei i Comuni limitrofi a portare i figli a Monfalcone o Palmanova

Ziberna, negato il pronto soccorso pediatrico a Gorizia (© Adobe Stock)

GORIZIA - Nel maggio dello scorso anno Rodolfo Ziberna, vicecapogruppo di Fi in Consiglio regionale, aveva presentato alla Giunta Serracchiani una interrogazione sui continui disagi e i rischi per i bambini a causa dell'apertura
del pronto soccorso pediatrico di Gorizia solo dalle 9.00 alle 18.00.

«A fronte del silenzio tombale su questo argomento - afferma l'esponente di centrodestra - sono stato costretto ad avvalermi delle novità introdotte nel regolamento consiliare per costringere l'assessore a rispondermi in Commissione. Nella mia interrogazione - aggiunge il consigliere forzista - segnalavo la gravissima situazione in cui versava e versa tuttora il pronto soccorso pediatrico, che chiude già alle 18.00, costringendo dalle 17.00 in poi i genitori a portare i figli a Monfalcone o Palmanova. E parliamo di oltre 4.000 bambini in fascia pediatrica iscritti alla sola anagrafe di Gorizia, ai quali si aggiungono migliaia provenienti dai Comuni limitrofi. Nei fine settimana addirittura il pronto soccorso pediatrico è totalmente chiuso. E ciò a fronte dell'assicurazione, da parte di presidente e assessore in occasione di un loro intervento in un Consiglio comunale convocato appositamente sul tema della sanità nel luglio 2014, di mantenere aperto il pronto soccorso pediatrico no stop, 24 ore al giorno per 7 giorni la settimana. Non voglio confrontare il nosocomio di Gorizia - precisa - con quello di Latisana, dove la chiusura è posticipata alle 20.00, perché a mio avviso a Latisana come a Gorizia il pronto soccorso deve essere aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Se la Giunta Serracchiani, come sempre, vuole fare cassa sulla pelle dei cittadini, che chiuda qualunque altra cosa che non abbia a che fare con l'emergenza, dove pochi minuti in più o in meno possono fare la differenza tra la vita e la morte».

«L'assessore regionale Maria Sandra Telesca a fronte di questa interrogazione/denuncia ha risposto che, da gennaio a novembre dello scorso anno, all'Urp di Gorizia non è pervenuto alcun reclamo avente come oggetto disagi a carico di utenti pediatrici, in conseguenza della chiusura dell'attività ambulatoriale alle 18.00. Inoltre ha fornito i dati riferiti alle visite di pronto soccorso effettuate dal pediatra in ambulatorio, ovvero 1.170 in 11 mesi, con 57 osservazioni continuative, 116 training di disturbi cognitivi, 96 Prick test, 21 visite allergologiche, 14 visite di controllo, 34 trasferimenti ad altro ospedale. Infine, l'assessore Telesca ha assicurato che la fascia oraria del servizio sarà elevata».

«Il fatto che l'assessore regionale non sia a conoscenza delle continue lamentele di disservizi elevate dai cittadini goriziani la dice lunga - prosegue Ziberna - sul grado di conoscenza del territorio da parte di questa Giunta. La differenza tra gli assessori regionali e il sottoscritto è che io parlo con i cittadini, con i malati, con gli infermieri e i medici, mentre gli assessori regionali solo con i top manager. Nella sua risposta, l'assessore ha voluto sottolineare come gli accessi al pronto soccorso siano limitati. E vorrei vedere se così non fosse, visto che di fatto un genitore dopo le 17.00 non porta più i figli a Gorizia ma altrove, e che pertanto de facto anziché essere aperto 168 ore a settimana il pronto soccorso pediatrico di Gorizia è fruibile ai cittadini solo per 40 ore, cioè meno di un terzo».

«A fronte di questa risposta - ha chiosato il forzista - ho espresso la mia assoluta insoddisfazione e ho protestato in nome dei cittadini di Gorizia, esasperati da questo modo di fare sanità che non tiene conto della salute, ma delle esigenze finanziarie della Regione. La salute è un diritto sacrosanto che deve essere assicurato a tutti i cittadini, inclusi quelli goriziani».