29 maggio 2017
Aggiornato 09:30
Lo scalo vuole rilanciarsi

Prima pietra del Polo Intermodale: il 1° treno si fermerà nel febbraio 2018

La presidente Debora Serracchiani ha definito l'opera “un sogno che si realizza”. Cantiere già aperto: durerà 13 mesi e saranno spesi 17 milioni di euro

Posa della prima pietra per il Polo intermodale (© Regione Friuli Venezia Giulia)

RONCHI DEI LEGIONARI – Lo considera uno dei grandi obiettivi del suo mandato in Regione insieme alla realizzazione della Terza Corsia. La presidente Debora Serracchiani ha definito la posa della prima pietra del Polo intermodale di Ronchi dei Legionari (a servizio dell’aeroporto del Fvg) «un sogno che si realizza». «L’avvio di quest’opera – ha aggiunto – assume un significato straordinario per lo sviluppo della regione, che mancava e che per troppo tempo è mancata. Adesso tutti ci conosceranno e ci potranno raggiungere».
Grande la soddisfazione del presidente di Aeroporto Friuli Venezia Giulia Spa, Antonio Marano. «Ci vorranno 13 mesi per completare i lavori – ha assicurato – con il nuovo Polo che diventerà un volano di crescita per il territorio, l’economia, il turismo. Spetterà a noi, poi, promuovere nella maniera giusta il Trieste Airport». Uno scalo che dopo i segni meno accumulati negli ultimi anni, per il 2017 conta di crescere del 15% grazie soprattutto alle nuove rotte.

Il Polo intermodale porterà i treni e i bus regionali e nazionali di fronte all’aeroporto. Con un investimento di 17 milioni di euro (14 di lavoro, 3 per l’acquisizione dei terreni) sarà creata la prima stazione ferroviaria in Italia nell’ambito di uno scalo (già avviati i contatti con Trenitalia per far fermare qui anche le Frecce). Un’opera il cui cantiere è già stato avviato e che durerà 395 giorni: l’obiettivo dichiarato, terminata la fase dei collaudi, è vedere il primo treno in transito nel febbraio 2018. Sarà realizzata una passerella sopraelevata per attraversare la strada, collegando l’aeroporto con la nuova fermata ferroviaria, l’autostazione e i nuovi parcheggi (1.000 a raso, 500 in struttura). I lavori saranno realizzati dall’Ati formata da Ici, Celsa, Schindler e da tre gruppi di progettisti. «Due su tre, sia tra le imprese che tra i progettisti – ha sottolineato Serrracchiani – sono professionisti e aziende di questa regione».

Durante la cerimonia per la posa della prima pietra, Serracchiani si è tolta qualche sassolino: «Inutile allocare risorse se poi non si spendono – ha affermato riferendosi ai soldi stanziati nel 2000 e mai utilizzati) –. Siamo riusciti a far partire un’opera determinante che per troppo tempo è rimasta ferma: basti pensare che quando mi diplomavo il Polo intermodale veniva inserito nel Piano regionale dei trasporti. Da allora di anni ne sono passati molti». Serracchiani ha poi ribadito come i suoi frequenti viaggi a Roma siano serviti per reperire dal Cipe i 7 milioni di euro necessari al completamento del secondo lotto dell’opera. «Ringrazio il ministro Costa per questo», ha concluso.