24 giugno 2017
Aggiornato 12:30
questione centri di identificazione ed espulsione

Dal Zovo, Mini Cie a Gradisca, Giunta si rimangia la parola

Il primo febbraio 2017 il Consiglio regionale ha approvato due mozioni molto importanti: una, che esprimeva una totale contrarietà all'apertura o alla riapertura/riconversione delle strutture già esistenti, e un'altra diametralmente opposta

GORIZIA - «Chiamateli come volete, Cie, Mini Cie, Centri permanenti per i rimpatri, ma siate intellettualmente onesti nei confronti dei cittadini di Gradisca e del loro sindaco. Il primo febbraio 2017 il Consiglio regionale ha approvato due mozioni molto importanti - ricorda la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo. Una del MoVimento 5 Stelle che esprimeva una totale contrarietà all'apertura di nuovi Centri di identificazione ed espulsione sul
territorio regionale o alla riapertura/riconversione delle strutture già esistenti. L'altra, presentata invece dalla
maggioranza di centrosinistra, impegnava la Giunta regionale, tra le altre cose, a intervenire per evitare la riapertura del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Gradisca. Entrambe le mozioni sono state accolte e votate, oltre che dalla maggioranza dell'Aula, anche dai membri della Giunta regionale, compresa la presidente Serracchiani»
.
 

«Come se tutto questo non fosse accaduto, a distanza di pochissimi giorni dall'approvazione delle due mozioni, sui quotidiani locali è apparsa la notizia che a Gradisca verrà imposto di ospitare il Mini Cie e, per non farsi mancare nulla, anche il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara)».

«Già due anni fa - sottolinea Dal Zovo - era stata accolta in Consiglio regionale una mozione con la quale la Giunta
Serracchiani si era impegnata a ribadire con fermezza la contrarietà a una eventuale riapertura dei centri di
identificazione ed espulsione e a garantire il costante coinvolgimento degli enti locali e delle realtà associative con
l'obiettivo di organizzare in sinergia un'accoglienza diffusa e inclusiva. Due anni di promesse non mantenute: da una parte la maggioranza ha sostenuto le mozioni, dall'altra ha lavorato per sostenere l'attuazione del piano del governo Gentiloni che persegue obiettivi diametralmente opposti»
.

«La presidente e il suo assessore - conclude la due portavoce del M5S - rispettino l'Aula del Consiglio regionale, compreso quanto votato dalla loro maggioranza, e i cittadini di questa regione».