24 giugno 2017
Aggiornato 12:30
Lavoro

Panariti, serve formazione di genere per la sicurezza delle donne

I dati Inail dell'ultimo decennio mostrano che, sebbene gli infortuni sul lavoro denunciati siano diminuiti del 13,4 per cento, di questa percentuale solo il 2,7 riguarda il calo degli infortuni subiti dalle genere femminile

Panariti, serve formazione di genere per la sicurezza delle donne (© Luciano Bordin)

MONFALCONE - «Mi impegno a portare all'attenzione del Comitato per la sicurezza sui luoghi di lavoro sia l'eventualità di realizzare con urgenza un'ulteriore campagna straordinaria di formazione, che si vada ad aggiungere integrandola alla formazione obbligatoria già prevista, sia la necessità di mettere in luce la dimensione di genere nell'ambito della sicurezza sul lavoro e nella promozione del benessere lavorativo». Lo assicura l'assessore regionale a Lavoro e Formazione, Loredana Panariti, che nel corso della tavola rotonda «Salute e sicurezza delle donne: a che punto siamo?» organizzata oggi dalla Cisl Fvg a Monfalcone, ha discusso approfonditamente del tema con rappresentanti datoriali e sindacali, anche alla luce delle statistiche e dati raccolti in questi anni.

I dati Inail dell'ultimo decennio, infatti, mostrano che, sebbene gli infortuni sul lavoro denunciati siano diminuiti del 13,4 per cento, di questa percentuale solo il 2,7 riguarda il calo degli infortuni subiti dalle donne. Non solo, un sondaggio svolto nel 2009 dall'Agenzia europea per la salute e sicurezza sul lavoro ha rilevato come in Italia gli uomini siano maggiormente informati sul rischi per la salute e sicurezza sul lavoro rispetto alle donne. "La stessa Agenzia ha svolto numerosi studi con lo scopo di fornire un quadro delle differenze di genere sul lavoro per individuare i modi in cui le stesse sorgono e in cui possono
essere prevenute", ha ricordato Panariti, sottolineando come sia "necessario superare l'approccio 'neutrale' rispetto al genere che non tiene ancora in dovuto conto il fatto che gli standard
riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro e, per esempio, i limiti di esposizione alle sostanze pericolose si basano su test di laboratorio, ovvero effettuati solo su popolazione maschile o trascurando del tutto settori con predominanza di occupate femminili".

"La medicina del lavoro in primis, e poi quelle specialistiche, devono affrontare le patologie correlate al lavoro operando con un corretto punto di vista di genere", ha sottolineato l'assessore. Nel corso della tavola rotonda, moderata dal giornalista Gianfranco Biondi e introdotta dai saluti di Claudia Sacilotto e
Iris Morassi per Usr Cisl Fvg e di Linda Di Giusto, coordinatrice Donne Cisl Pensionati, Panariti è intervenuta ricordando le attività portate avanti dalla direzione Pari opportunità: tra tutte l'assessore ha tenuto ad anticipare che è in uscita l'avviso pubblico del progetto "SiConTe-Matelda", "attraverso il
quale intendiamo sostenere con baby sitting mirati, la permanenza al lavoro delle donne che sono impegnate in percorsi di uscita da situazioni di violenza".

Alla tavola rotonda hanno contribuito il direttore regionale dell'Inail, Fabio Lo Faro, il responsabile del Patronato INas Cisl Fvg, Stefano Cattarossi, la consigliere di parità del Fvg, Roberta Nunin, e le imprenditrici Michela Cattaruzza (Confindustria) e Filomena Avoglio (presidente regionale Donne
Impresa di Confartigianato). Le conclusioni, occasione per presentare il progetto internazionale Camerun Salute a cura del dottor Vincenzo Canzonieri del Cro di Aviano, sono state tratte dalla referente nazionale Cisl Coordinamento Donne, Liliana Ocmin, e dal segretario regionale Giovanni Fania.