19 ottobre 2017
Aggiornato 16:00
comuni cornuti e mazziati

Bianchi, Uti nata male, è riforma da dilettanti allo sbaraglio

I Comuni non sono ancora in grado di sapere ufficialmente a quanto ammonteranno le risorse economiche a bilancio; frana uno dei capisaldi dell'Unione territoriale intercomunale: la certezza delle risorse trasferite dalla Regione grazie alle nuove modalità stabilite dalla legge regionale 18 del 2015

GORIZIA - «L'assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin ha fatto il miracolo. Con la riforma delle Uti è riuscito a scontentare tutti, persino le amministrazioni fedelissime al centrosinistra. I comuni che - ligi al dovere (e al potere) - hanno accolto la riforma senza protestare oggi sono cornuti e mazziati. Non sono ancora in grado di sapere ufficialmente a quanto ammonteranno le risorse economiche a bilancio. In questo modo frana rovinosamente uno dei
capisaldi dell'Unione territoriale intercomunale: la certezza delle risorse trasferite dalla Regione grazie alle nuove modalità stabilite dalla legge regionale 18 del 2015»
. Durissimo l'intervento della consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Elena Bianchi sull'ennesima incertezza provocata dall'introduzione delle Uti.

L'assessore Panontin, per difendere pubblicamente la sua riforma degli enti locali, ha utilizzato spesso parole rassicuranti sulle risorse, sulla certezza della loro entità e sui tempi di trasferimento dalla Regione.

«La realtà purtroppo è un'altra - ribadisce Elena Bianchi. Sembra addirittura che sia stato attivato, a marzo inoltrato, una specie di numero verde per comunicare con le ragionerie comunali i dati definitivi, quando il termine per l'approvazione dei bilanci è tassativamente quello del 31 marzo. Una scadenza di fatto impossibile da mantenereAttraverso comunicazioni del tutto informali, le amministrazioni stanno cercando di capire a quanto ammontino gli effettivi trasferimenti e le cifre ballano e cambiano ad ogni telefonata - rivela Bianchi. Siamo di fronte alla madre di tutte le incertezze, che va ad aggiungersi all'imperscrutabilità delle modalità di calcolo sui riparti ordinari e dei servizi (fintamente) trasferiti alle Uti. Insomma un disastro che ricadrà - come sempre - sui cittadini del Friuli Venezia Giulia, che si vedranno privati di risorse fondamentali per colpa della Giunta Serracchiani che - conclude la consigliera pentastellata - ha voluto imporre dall'alto una riforma nata male e messa in pratica in modalità dilettanti allo sbaraglio».