24 giugno 2017
Aggiornato 12:30
salto in avanti per la tutela del territorio

Ambiente, ok alle bonifiche del Consorzio isontino a Ts e Go

Le migliorie sono state rese possibili anche grazie a una legislazione che non presenta vuoti di attribuzione ma che individua chiaramente le responsabilità, utilizzando a questo scopo la normativa regionale in materia di difesa del suolo e di utilizzazione delle acque

Sara Vito (Assessore regionale Ambiente ed Energia) all'incontro con rappresentanti di Comuni, di Coldiretti e della Kmecka zveza/Associazione agricoltori (© Regione Friuli Venezia Giulia)

RONCHI DEI LEGIONARI - Cambia nome e amplia il raggio d'azione il Consorzio di bonifica Pianura isontina, che con i suoi interventi già avviati nei dintorni di Trieste si appresta a modificare la propria denominazione in Consorzio di bonifica della Venezia Giulia.

Le novità sono state illustrate a Ronchi dei Legionari nel corso dell'incontro al quale ha preso parte anche l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, oltre al presidente del Consorzio, Enzo Lorenzon, molti sindaci dei 31 Comuni consorziati e i rappresentanti di Coldiretti e Kmecka zveza/Associazione agricoltori.

«Pensando alla tutela del territorio, negli ultimi anni è stato fatto un importante salto di qualità», ha detto Vito. Lodando le opere di bonifica e prevenzione realizzate dal Consorzio in diverse zone della provincia di Gorizia, l'assessore ha
sottolineato come le tante migliorie siano state rese possibili anche grazie a una legislazione che non presenta vuoti di attribuzione ma che «individua chiaramente le responsabilità», utilizzando a questo scopo la normativa regionale in materia di difesa del suolo e di utilizzazione delle acque.
«Grazie alla legge approvata nel 2015 possiamo dire che non c'è più un fiume che non abbia un suo responsabile», ha esemplificato Vito, aggiungendo che pianificazione e dislocamento delle risorse sono gli altri due strumenti messi in campo dalla Giunta regionale per garantire alle comunità sia la sicurezza idrogeologica che la possibilità di disporre dell'acqua a fini agricoli.

Straripamento dei corsi d'acqua e siccità sono infatti due fenomeni che, a differenza di quanto possano pensare i non
addetti ai lavori, si manifestano in forme più acute rispetto al passato.

«La questione del cambiamento climatico esiste e non va sottovalutata ma, anzi, affrontata con interventi di
prevenzione»
, ha ribadito l'assessore, ricordando quanto è stato illustrato nella relazione del direttore del Consorzio, Daniele Luis, il quale ha portato a conoscenza dei presenti i dati statistici dell'Osmer.
Le registrazioni annuali testimoniano la costante crescita di precipitazioni medie nei mesi invernale a fronte di una piovosità nettamente in calo nei mesi più caldi.

Nella sua relazione, Luis ha quindi illustrato i progetti futuri del Consorzio, partendo dal serbatoio di accumulo a Dolga Krona, nel comune di San Dorligo della Valle (Trieste), la cui piena messa in funzione è prevista già in estate. Nei dintorni di Trieste sono in fase di progettazione o già avviate anche altre opere irrigue, tra le quali gli interventi di
bonifica e ripristino dei terrazzamenti sul costone sotto Contovello e nei pressi di Marina Aurisina.
Tanti sono inoltre i progetti nell'area del Goriziano, con interventi dal Collio fino alla Foce dell'Isonzo che interessano
la manutenzione della rete idrografica e delle opere idrauliche, il potenziamento degli impianti idrovori, l'acquisto di mezzi per le situazioni di emergenza, ma anche attività didattiche e culturali.

«La copertura finanziaria per tutta questa serie di progetti è già assicurata - ha sottolineato Lorenzon - motivo per cui
dobbiamo fare un ringraziamento particolare alla Regione e alla Camera di Commercio Venezia Giulia»
.

In linea con la nuova denominazione dell'organismo che unisce le Cciaa di Trieste e Gorizia, cambierà anche la denominazione del Consorzio. La proposta, che deve ancora essere approvata formalmente, ieri è stata salutata con un applauso unanime e accompagnata dall'invito di Edi Bukavec (Kmecka zveza), subito accolto da Lorenzon, a tener conto della varietà linguistica del territorio.