18 ottobre 2017
Aggiornato 02:00
tutela della salute

A2A: Regione Fvg attenta alla comunità monfalconese

La centrale termoelettrica di Monfalcone è un impianto soggetto ad Aia statale, l'organo che ha responsabilità di controllo è l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Arpa Fvg ha fatto da supporto alle loro attività

A2A: Regione Fvg attenta alla comunità monfalconese (© Diario di Gorizia)

TRIESTE – «La centrale di Monfalcone è un impianto soggetto ad Aia statale, l'organo che ha responsabilità di controllo è l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e Arpa Fvg ha fatto da supporto alle loro attività. Anche in assenza di competenze, l'attuale Amministrazione regionale ha prestato fin dall'inizio grande attenzione alle istanze e alle preoccupazioni della comunità monfalconese». Lo ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito, commentando le parole del sindaco di Monfalcone Anna Cisint, la quale in un post sul suo profilo Facebook ha scritto che dal 2011 aveva tentato di convincere la Regione ad intervenire sulla centrale A2A, ottenendo solo «parole parole parole».

Per l’assessore «da quando c’è questa Amministrazione regionale non solo parole, ma atti precisi: sono state avviate con determinazione importanti ricognizioni che mai erano state fatte in passato, avvalendosi delle migliori professionalità ambientali e sanitarie presenti in Regione. Non a caso tecnici dell’Arpa Fvg stanno collaborando con gli inquirenti perché – ha concluso Vito - l’interesse di tutti è fare chiarezza».

Nel corso di questa legislatura, a partire dal 2013, Regione, Arpa, Sistema Sanitario Regionale e Università hanno realizzato sul Monfalconese numerosi studi ed approfondite analisi a 360 gradi per valutare gli eventuali effetti legati alla presenza della centrale A2A, al fine di garantire la tutela della salute della popolazione residente e la salvaguardia dell’ambiente.

Più nel dettaglio, nel corso degli anni sono stati condotti avanzati e completi studi sulla qualità dell’aria, si è sviluppata una campagna di monitoraggio della presenza di metalli pesanti, è stato portato a termine uno studio di biomonitoraggio di elementi in traccia mediante licheni e sono stati sviluppati strumenti di modellistica ambientale con approccio avanzato (source apportionment) che consentono di stimare l’impatto delle diverse fonti emissive e il loro specifico contributo all’inquinamento complessivo. Sono state inoltre effettuate ulteriori misure specifiche per determinare l’impatto specifico della Centrale termoelettrica sulla qualità dell’aria, confrontando i valori rilevati a centrale accesa e a centrale spenta.

Dal punto di vista della valutazione degli effetti sanitari delle determinanti ambientali, inoltre, attraverso l’avanzata esperienza pilota dell’Osservatorio Ambiente e Salute si è proceduto alla georeferenziazione dell’anagrafe degli assistiti (in collaborazione con 14 comuni del Goriziano). A tutto ciò si sono aggiunti uno studio epidemiologico sull’incidenza dei tumori nelle donne della Provincia di Gorizia e uno studio pilota di biomonitoraggio umano, attraverso analisi delle urine, per verificare incidenze di particolari microinquinanti (metalli e metalloidi in particolari) nelle popolazioni residenti in prossimità della centrale. In questo caso le attività di raccolta dei campioni biologici sono terminate a dicembre 2016 ed è in corso la fase di analisi e valutazione.

Infine in questo inizio 2017 è stato completato, e sarà presentato a breve, uno studio epidemiologico ambientale sull’infarto miocardico acuto, mentre è in fase di conclusione uno studio epidemiologico ambientale sugli aborti spontanei.