29 maggio 2017
Aggiornato 09:30
sabato 25 e domenica 26 marzo

Gorizia, le aperture della 25^edizione delle giornate Fai di Primavera

In provincia di Gorizia il percorso 'L’impronta dei Codelli nel Settecento Goriziano. Le dimore e i Luoghi della Famiglia' visite straordinarie alla 'Cappella Dell'Esaltazione della Croce' di Gorizia e a 'Villa Codelli' di Mossa

GORIZIA - Il 25 e 26 marzo il Fai invita tutti in 400 località d’Italia dove, grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 Apprendisti Ciceroni, saranno aperti oltre 1.000 siti: chiese, ville, giardini, aree archeologiche, avamposti militari, interi borghi. Si tratta di tesori di arte e natura spesso sconosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend con un contributo facoltativo. 

Le aperture nel goriziano
In provincia di Gorizia quest’anno le aperture sono collegate dal percorso 'L’impronta dei Codelli nel Settecento Goriziano. Le dimore e i Luoghi della Famiglia' che connette la 'Cappella Dell'Esaltazione della Croce' di Gorizia e 'Villa Codelli' di Mossa. Tali beni saranno resi fruibili al pubblico grazie all'impegno e alla disponibilità dei volontari della Delegazione Fai di Gorizia e agli Apprendisti Ciceroni®, studenti appositamente formati dal Fai, dai loro professori e da esperti storici e storici dell'arte nel corso dei mesi scorsi, che faranno da guida ai partecipanti.

Cappella Dell'Esaltazione della Croce di Gorizia
Costruita per volontà di Agostino Codelli nel 1746, fu da costui donata insieme all’attiguo palazzo Cobenzl, acquistato pochi anni prima, all'Imperatrice d'Austria Maria Teresa, insieme all’incredibile somma di 100.000 fiorini per consentire la costruzione della sede arcivescovile a Gorizia. In cambio del dono, l’Imperatrice lo nominerà Barone de Fahnenfeld nel 1749, conferendogli il diritto di nominare il primo arcivescovo della città e il giuspatronato ereditario sulla parrocchia di Mossa. Agostino, però, morirà prima di poter esercitare tale diritto. Acquisito dall’erario alla morte del barone, la cappella e il palazzo divennero sede della nuova arcidiocesi di Gorizia nel 1751, dopo la divisione del Patriarcato di Aquileia.

Villa Codelli di Mossa
Quella dei Codelli è una delle più importanti famiglie goriziane, le cui origini vantano ben due teorie: una che vede come capostipite il cavaliere scozzese Martino Mac Codell o Covell, l’altra che fa risalire le radici alla borgata bergamasca di Locatelli, da cui alcuni emigrarono nel goriziano. In particolare vi è traccia di un certo Andrea, nato circa nel 1570 nel paese d'origine, che risulta abitante nel 1639 a Gorizia nel borgo di S. Rocco, ed è evidente l’assonanza nella trasformazione da Locatelli/Locadelli a Codelli, oltre che la presenza al centro dello stemma dei Codelli dello scudetto con civetta, già emblema dei Locatelli. Ben presto i Codelli furono nominati cavalieri ereditari e il loro status nobiliare fu più volte confermato. L’albero genealogico della famiglia ritrae baroni e eminenti ecclesiastici, uomini di cultura e possidenti agricoli, che hanno saputo da secoli far coltivare con successo i loro terreni a vigneto. Grazie alle loro donazioni, tra le altre cose, fu realizzata la sede arcivescovile a Gorizia, fondata la colonia isontina dell’Arcadia, l’Istituto Fanciulli Abbandonati e l’Ospizio di Grado.

Costruita da Giovanni Cobenzl attorno alla metà del 500, la villa è situata su una delle prime colline del Collio goriziano, ai piedi del colle della Vallisella. La villa è stata edificata su un sito già sede di guarnigioni romane e successivamente di un maniero medioevale, il quale più volte aveva affrontato quello di Gorizia nelle molte contese tra il Patriarca di Aquileia ed i Conti della Città. 
La villa si trova al centro di una proprietà agricola di 50 ettari, di cui il 20% di superficie boschiva a robinia e faggi e circa 13 ettari di vigne. Ad essa è annessa una chiesa, un parco ed una serie di altri fabbricati rurali attualmente dedicati all’ospitalità e alla ristorazione. La facciata della cappella è di stile neoclassico e molto simile a quella della chiesetta del Preval, adagiata in una valle poco distante ed anch'essa edificata grazie alle sovvenzioni di Agostino Codelli, che così intendeva ingraziarsi l'Imperatrice d'Austria. Una torre, alquanto rustica, costruita con materiale grezzo, s'innalza a una certa distanza a sud del palazzo, come a proteggerlo da qualsiasi minaccia proveniente dalla strada.

Entrambi i siti, saranno aperti al pubblico, sabato 25 e domenica 26 marzo, con l’orario 10-18.

Le guide alle visite
A guidare le visite gli Apprendisti Ciceroni® dell’Isis 'Galilei Fermi  Pacassi', del Polo liceale 'Alighieri - Duca degli Abbruzzi - Slataper', del Polo liceale sloveno 'Gregorcic -Trubar'. Per prepararsi al loro compito nelle Giornate Fai, gli Apprendisti Ciceroni® hanno seguito un apposito progetto di formazione volto a far nascere in loro la consapevolezza del valore che i beni artistici e paesaggistici rappresentano per il sistema territoriale. 

Le visite, oltre che in Italiano, saranno possibili anche in Sloveno e Inglese.

Iniziative speciali
Iniziative speciali a Villa Codelli: Venerdi 24, dalle 17.30 alle 18.30, anteprima riservata agli Iscritti Fai. A seguire, alle 18.30, aperto a tutti, nel Folatoio della Villa, concerto di archi degli studenti del Conservatorio di musica 'J. Tomadini' di Udine.
Domenica 26, ore 18, esibizione 'Gran Ballo di Primavera' di danza ottocentesca, in costume d’epoca, a cura dell' Associazione Culturale Società di Danza - circolo di Trieste.

Patrocini e collaborazioni
Le Giornate Fai di Primavera in provincia di Gorizia godono del patrocinio del Comune di Mossa e sono possibili grazie alla preziosa collaborazione dell’Azienda Agricola Codelli, del Rotary Club e del Rotaract di Gorizia, nonchè dell’Interact Club Monfalcone - Grado, del Conservatorio statale di Musica 'Jacopo Tomadini' di Udine e dell’Associazione Culturale 'Società di Danza Triestina' di Trieste.

Le aperture nazionali
Per l’elenco completo delle 1000 aperture nazionali, sarà possibile consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02 467615366. Le versioni i-Os e Android dell’App Fai saranno scaricabili gratuitamente dagli store di Apple e Google.

Invitiamo tutti a diffondere in rete la notizia di questo evento utilizzando gli hashtag #giornatefai e #faicambiarelitalia.