24 settembre 2017
Aggiornato 01:30
da aprile 2015 protocollo d'intesa per la candidatura

Unesco: Collio un candidato forte con il progetto transfrontaliero

L'assessore Shaurli ha illustrato all'esecutivo il percorso che il paesaggio rurale del Collio e Brda, a confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, sta compiendo per avviare l'iter con il quale potersi fregiare dell'ambitissimo riconoscimento

Unesco: Collio un candidato forte con il progetto transfrontaliero (© Regione Friuli Venezia Giulia)

GORIZIA - Il multilinguismo, il carattere transfrontaliero del territorio e la specificità delle tradizioni locali. Per l'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli sono questi gli aspetti che potrebbero consentire al
paesaggio rurale del Collio e Brda di candidarsi a patrimonio mondiale dell'Umanità dell'Unesco. Con una generalità presentata alla Giunta regionale, l'assessore ha illustrato all'esecutivo il percorso che questa zona, a confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, sta compiendo per avviare l'iter con il quale potersi fregiare dell'ambitissimo riconoscimento.

Secondo Shaurli sarebbe di particolare interesse «la valenza transfrontaliera della candidatura. Per questo motivo i comuni sottoscrittori del dossier starebbero verificando la possibilità di far assumere il ruolo di capofila al Comune di Brda, con anche il supporto dei Ministeri sloveni competenti, dando così ancora più forza all'iniziativa».

Il progetto transnazionale si richiama ai 'Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato' già iscritto alla lista del
Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 2014 ma anche a quanto avviato nel 2008 dall'area di Conegliano-Valdobbiadene. Per la zona del Collio e Brda il percorso ha preso il via ad aprile del 2015 con la sottoscrizione di un Protocollo d'intesa per preparare la candidatura.

A dare il proprio assenso furono i comuni di Cormons, Capriva del Friuli, Mossa, Farra d'Isonzo, San Lorenzo Isontino, San Floriano del Collio, Gorizia, Dolegna del Collio, nonché quello sloveno di Brda, ai quali si sono associati anche la Provincia di Gorizia, la Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, la Camera di commercio di Gorizia e la Regione. A dicembre il Consiglio regionale, con un ordine del giorno, ha impegnato la Giunta a sostenere il progetto e le iniziative promozionali e di valorizzazione territoriale connesse alla candidatura stessa.

Il progetto della candidatura è stato anche presentato, informalmente, sia al Ministero dei Beni e delle Attività
Culturali e del Turismo, per il tramite della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.
L'illustrazione è avvenuta anche al Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti e all'organo consultivo della Commissione UNESCO che si occupa degli aspetti che riguardano il patrimonio culturale e la sua conservazione. Il progetto ha ricevuto inoltre il sostegno del Consorzio Tutela Vini Collio.

«A novembre del 2016 - ha spiegato Shaurli alla Giunta - i comuni della regione sottoscrittori del protocollo hanno costituito un Comitato promotore della candidatura. In quella circostanza Cormons e Dolegna del Collio vennero individuati quali capofila per la parte italiana dell'iniziativa. Inoltre si è costituito un Comitato tecnico scientifico pluridisciplinare, che ha iniziato a lavorare sul progetto; in particolare si sta occupando della prima fase del processo di candidatura, che consiste nella redazione del dossier sintetico finalizzato all'ingresso nella Tentative List nazionale. Quest'ultima deve essere concordata anche con i competenti Ministeri per i Beni e le Attività Culturali, dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e delle Politiche agricole alimentari e Forestali».

Il termine per la presentazione delle candidature per il loro inserimento nella Tentative List è fissato al 30 settembre.
Qualora il dossier sintetico fosse accettato, «allora - ha aggiunto Shaurli - si aprirebbero le successive fasi di redazione del progetto di candidatura completo e la sua presentazione all'Unesco per il riconoscimento quale patrimonio mondiale dell'umanità. In questa fase dovranno essere individuate le modalità organizzative del sito e redatto il piano di gestione. In genere, le prime due fasi durano circa tre anni. La terza fase, successiva al riconoscimento da parte dell'Unesco, prevede la piena operatività della struttura individuata per la gestione del sito e tutte le attività di conservazione e sviluppo dell'area stessa».