29 maggio 2017
Aggiornato 09:30
La curiosità

Coppia condannata per ‘molestie’ da fritto

Una coppia che abitava al pianterreno di un palazzo e che 'molestava' olfattivamente i vicini del terzo piano in casa dei quali 'salivano' gli odori dei loro intingoli per via di una ‘fissurazione’ verticale nella canna fumaria

Il fritto può diventare reato (© Adobe Stock)

MONFALCONE – Finisce in Tribunale la lite tra due condomini di Monfalcone a causa degli odori molesti durante pranzi e cene. Come ha messo in evidenza la Cassazione, non è da sottovalutare la rottura o la presenza di fessure nella canna fumaria che aspira gli odori della cucina nel caso in cui gli 'effluvi' di fritti e sughetti finiscano con il diffondersi anche nell'appartamento dei vicini.

L'avvertimento viene dalla Cassazione che - seppur con la prescrizione - ha confermato la 'colpevolezza' per 'immissioni moleste' di una coppia di Monfalcone che abitava al pianterreno di un palazzo e che 'molestava' olfattivamente i vicini del terzo piano in casa dei quali 'salivano' gli odori dei loro intingoli per via di una ‘fissurazione’ verticale nella canna fumaria.

Ad avviso dei supremi giudici, il reato di ‘getto pericoloso di cose’ punito dall'articolo 674 del codice penale si può riferire anche alle ‘molestie olfattive, a prescindere dal soggetto emittente’, quindi non importa se provengano da uno stabilimento industriale o da una apparentemente innocua abitazione privata.