18 ottobre 2017
Aggiornato 02:00
eventi di qualità

Torrenti inaugura "Donne allo specchio" a Palazzo Coronini

Una mostra che potenzia la vocazione culturale di Gorizia

Ettore Romoli e Gianni Torrenti all'inaugurazione della mostra "Donne allo specchio" (© Foto Pierluigi Bumbaca)

GORIZIA - «Gorizia grazie a una programmazione di esposizioni e eventi di grande qualità sta seguendo con grande
coerenza la sua vocazione per diventare un polo di attrazione culturale: questa mostra realizzata dalla Fondazione Coronini Cronberg ne è un ulteriore e importante esempio»
. Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti, inaugurando la mostra 'Donne allo specchio. Personaggi femminili nei ritratti della famiglia Coronini', un'esposizione che ha il sostegno della Regione e che si propone di seguire il lento mutare dell'immagine e del ruolo della donna in quattro secoli di storia attraverso una quarantina di ritratti, selezionati tra il migliaio di dipinti della collezione di cui dispone la Fondazione.

«Siamo sulla strada giusta e possiamo notare con soddisfazione che gli investimenti fatti dalla Regione di concerto con il Comune e le istituzioni locali stanno dando buoni frutti. Ma solitamente non basta che le amministrazioni si mettano d'accordo perché un progetto culturale prenda piede: ci vuole la convinzione di tutto un tessuto cittadino. Qui a Gorizia mi pare di poter affermare che questa alleanza sia salda e convinta», ha notato ancora Torrenti, indicando invece come obiettivo futuro quello di coinvolgere ulteriormente il mondo imprenditoriale. «Chiederemo di spendersi a favore dello sviluppo della vocazione culturale della città», ha affermato l'assessore.

Ad introdurre l'intervento della curatrice della mostra Cristina Bragaglia Venuti, sono stati il direttore della Fondazione
Coronini Cronberg, Enrico Graziano, e il sindaco di Gorizia, nonché presidente della Fondazione, Ettore Romoli.
Romoli ha ringraziato direttamente la Regione, in particolare per il convinto sostegno per il recupero di Villa Louise, che «a breve dovrà diventare il cardine della vita culturale e artistica goriziana», ha detto Romoli.
Graziano per parte sua ha sottolineato che la rassegna inaugurata il 7 aprile (e visitabile fino al 29 ottobre) ha «una doppia fruizione, una tradizionale e una interattiva e multimediale». Le opere esposte nella storica dimora di viale XX Settembre 'prenderanno vita' grazie a un'applicazione per smartphone, tablet e dispositivi mobili, che consentirà di sovrapporre alla vista dei dipinti effetti di realtà aumentata con suoni e filmati.

La mostra si articola in varie sezioni: si va dal ritratto ufficiale, tipico dell'età barocca come esibizione di ricchezza e
potenza, alla rappresentazione dei valori e degli affetti, con la famiglia che nell'Ottocento divenne uno dei valori predominanti della classe borghese emergente; una sezione è dedicata anche alle donne che si sono ritrovate dall'altra parte della tela: fin dal XVI secolo la possibilità per le donne di intraprendere una carriera nel campo della pittura fu strettamente limitata a poche privilegiate che ebbero la fortuna di ricevere un'educazione artistica all'interno delle botteghe o degli atelier di padri e mariti. Infine, la mostra rende omaggio alla figura di Nicoletta Coronini Cronberg, molto amata e ricordata ancora oggi per il suo impegno sociale e umanitario, attraverso una ricostruzione della sua produzione letteraria, costituita da romanzi per bambini e da brevi racconti la cui principale peculiarità consiste nelle illustrazioni da lei stessa realizzate. I disegni originali, conservati nell'Archivio Storico Coronini Cronberg custodito dall'Archivio di Stato di Gorizia, saranno esposti per la prima volta insieme a una serie di intensi ritratti a matita e pastello che raffigurano familiari, amici e conoscenti.