25 maggio 2017
Aggiornato 22:00
nel 2017 stanziati 1,3 milioni di euro

Amianto: l'archivio Bianchi è patrimonio scientifico

L'iniziativa anticipa una serie di eventi che a ridosso del 28 aprile, la giornata mondiale delle vittime dell'amianto, vede l'Amministrazione regionale promuovere diverse riflessioni sul tema della salute e dell'ambiente. La documentazione sulle patologie sarà custodita a Ronchi dei Legionari

Sara Vito e Davide Iannis (Presidente Consiglio amministrazione CCM) alla consegna dell'archivio documentale del professor Claudio Bianchi al Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM), a Villa Vicentini Miniussi (© Foto Produzioni TV Regione FVG)

RONCHI DEI LEGIONARI - L'archivio personale di Claudio Bianchi, il professore che ha dedicato la sua vita allo studio delle patologie indotte da amianto, è ufficialmente custodito dal Consorzio culturale del Monfalconese (Ccm) a Villa Vicentini di Ronchi dei Legioniari (Gorizia). Si tratta di centinaia di raccoglitori di documenti, volumi, riviste, atti di convegni, appunti manoscritti, fotografie, panelli espositivi e altro materiale che sarà accuratamente catalogato, digitalizzato e messo a disposizione del pubblico.
«Si restituisce alla comunità un patrimonio scientifico che testimonia l'impegno di una vita, un impegno a servizio non solo dell'area di Monfalcone ma di tutto il Friuli Venezia Giulia», ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito.

L'iniziativa anticipa una serie di eventi che a ridosso del 28 aprile, la giornata mondiale delle vittime dell'amianto, vede
l'Amministrazione regionale promuovere diverse riflessioni sul tema della salute e dell'ambiente. Come ha ricordato Vito, giovedì 20 aprile all'ospedale San Polo di Monfalcone, si terrà un convegno sulle fibre artificiali vetrose, il materiale largamente utilizzato nei settori dell'industria, dell'edilizia e dei trasporti. «E' un tema poco dibattuto - ha spiegato Vito - e perciò la Regione si impegna a metterlo al centro del dibattito».

Ben diversa è invece la conoscenza che si ha dell'amianto, la cui tossicità è una caratteristica tristemente nota nel Goriziano. Proprio per questo, Monfalcone sarà la seconda città toccata da 'Zero amianto', il tour divulgativo promosso dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), che quest'anno, tra dieci giorni, partirà da Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Sarà presente alla conferenza di lancio anche Vito a testimoniare l'interesse che la Regione Friuli Venezia Giulia nutre verso questo tema.

«Sono tante le azioni che stiamo portando avanti per contrastare la presenza dell'amianto», ha ricordato l'assessore. «Non si tratta solo delle tante iniziative informative e divulgative promosse dalle direzioni regionali Ambiente e Salute, ma di tanti strumenti e risorse che la Regione ha messo in campo per rimuovere l'amianto ancora presente sul territorio regionale». Nel 2017, ha aggiunto Vito, sono stati stanziati 1,3 milioni di euro a favore sia delle Pubbliche amministrazioni che, attraverso dei bandi pubblici, saranno messi a disposizione delle famiglie e delle imprese, interessate alla rimozione dell'asbesto.
A questo impegno che tocca il presente e il futuro, c'è anche la cura della memoria. Un aspetto sottolineato oggi dal presidente del Ccm, Davide Iannis, che ha ringraziato la Regione per il sostegno alle attività di conservazione della storia del territorio. «L'amianto, purtroppo, è in maniera pervasiva un pezzo di storia delle nostre terre», ha fatto presente Iannis.

Hanno preso parte alla conferenza stampa anche il consigliere del Ccm, Mauro Piani, che ha illustrato come il Consorzio si sia fatto carico dell'archivio di Claudio Bianchi, e il figlio del professore deceduto due mesi fa, Tommaso Bianchi, che ha spiegato come «in 45 anni mio padre ha prodotto più di 200 pubblicazioni, principalmente articoli scientifici su riviste mediche ed interventi a convegni del settore nazionali e internazionali. Il principio il suo campo professionale era l'anatomia patologica e avrebbe potuto fare solo quello. Ma notando determinate patologie, ha voluto effettuare un approfondimento. Da lì, poi, non si è voluto più fermare».