16 agosto 2018
Aggiornato 00:30

Serracchiani-Cisint, ok sul ruolo di Monfalcone nell'Authority

Serracchiani e Cisint hanno entrambe convenuto sull'efficacia della riforma dei porti che ha portato alla costituzione delle Autorità di sistema e, all'interno di questo nuovo assetto, hanno ribadito l'obiettivo condiviso di prevedere una rappresentanza del Comune di Monfalcone all'interno del Comitato di gestione dell'Authority Adriatico Orientale
Serracchiani e Cisint hanno entrambe convenuto sull'efficacia della riforma dei porti che ha portato alla costituzione delle Autorità di sistema
Serracchiani e Cisint hanno entrambe convenuto sull'efficacia della riforma dei porti che ha portato alla costituzione delle Autorità di sistema (presidente.regione.fvg.it)

GORIZIA - Un'intesa, quella fra la Regione e il Comune di Monfalcone, che ha trovato un punto d'approdo sulla condivisione di quello che deve essere il ruolo dell'Amministrazione municipale nell'Authority di sistema con Trieste. Questo il messaggio uscito dalla Tavola rotonda organizzata a Monfalcone dalla sezione locale del Propeller Club sul tema 'L'interconnessione fra logistica e intermodalità: un motore per lo sviluppo industriale ed economico del Friuli Venezia Giulia' a cui hanno partecipato, tra gli altri, la presidente della Regione, Debora Serracchiani, e il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint. La Tavola rotonda è stata moderata dal presidente della Commissione Intermodalità di Assologistica, Eugenio Muzio, mentre i lavori sono stati introdotti dal presidente del Propeller Club di Monfalcone, Demetrio Caccamo.

Serracchiani e Cisint hanno entrambe convenuto sull'efficacia della riforma dei porti che ha portato alla costituzione delle Autorità di sistema e, all'interno di questo nuovo assetto, hanno ribadito l'obiettivo condiviso di prevedere una rappresentanza del Comune di Monfalcone all'interno del Comitato di gestione dell'Authority Adriatico Orientale. Su questo, la presidente ha ricordato l'introduzione a livello regolamentare della convocazione del sindaco di Monfalcone alle riunioni del Comitato che affrontino temi riguardanti lo scalo della città dei cantieri. Da parte sua, Cisint ha dato merito alla Regione dello sblocco impresso ai lavori di escavo del canale di accesso al porto di Monfalcone, per i quali è stato redatto un puntuale cronoprogramma. «Lavori - ha detto Cisint - che partiranno nel 2018 e che il territorio aspettava da vent'anni». Per l'escavo, che porterà la quota dei fondali a meno 12,5 metri (finanziamento regionale di 16 milioni, di cui 1,9 da fondi ministeriali autostrade del mare) si punta a chiudere il progetto esecutivo entro Ferragosto per pubblicare la gara a settembre.

Un altro tema condiviso è stato quello del piano regolatore portuale, fermo al 1979, e sul quale è in atto una collaborazione istituzionale per un adeguamento dello strumento urbanistico
definito fondamentale per programmare lo sviluppo dello scalo. E proprio nella prospettiva di una piena sinergia tra i porti di Trieste e Monfalcone, Serracchiani ha ribadito i brillanti risultati conseguiti da Zeno D'Agostino e Mario Sommariva, rispettivamente presidente e segretario generale dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, nella conduzione dello scalo giuliano che, come riconosciuto anche dagli altri relatori presenti all'incontro, ha conseguito una posizione di leadership nazionale per quanto riguarda i traffici e i collegamenti con il Centro e Nord Europa.

Inoltre, Serracchiani ha messo in evidenza i 250 nuovi posti di lavoro creati in questi ultimi anni dal porto di Trieste, un dato che rappresenta la dinamicità impressa anche dalla connessione
realizzata con la rete ferroviaria. Proprio su questo tema si è incentrato l'intervento del direttore Area Fvg e Veneto di Rete ferroviaria italiana, Carlo De Giuseppe, il quale ha voluto sottolineare l'obiettivo dell'Unione europea che ha fissato al 2030 la data entro la quale il 30 per cento delle merci dovrà viaggiare su rotaia. In questo il Friuli Venezia Giulia interpreta una posizione di vantaggio in quanto punto di incrocio di due corridoi europei e, grazie ad un rapporto di stretta collaborazione con la Regione, nell'ultimo periodo si sono potuti avviare importanti interventi di potenziamento nell'efficienza della rete.

«Non è un caso - ha osservato Serracchiani - che il gradimento dei passeggeri che utilizzano i treni in Friuli Venezia Giulia sia passato dal 70 al 98 per cento, come è stato recentemente
rilevato»
. Concordando poi con quanto detto dalla stessa Serracchiani, anche De Giuseppe ha ribadito che la strategia più efficace per irrobustire il traffico merci su rotaia in regione non è quella
di creare nuove reti ma di attuare, come si sta facendo, un potenziamento dell'esistente. Significativo, a tal riguardo, l'intervento dell'amministratore delegato di Hangartner Terminal (società appartenente al gruppo DB Shenker) che ha rimarcato l'obiettivo della sua società di ridurre il trasporto su strada e, in questa logica, di aver individuato nell'Interporto di Pordenone un investimento per collegare quest'area del Nordest a Verona, centro nodale per i collegamenti nazionali.