21 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

Serracchiani, la comunità prenda spunto da passo di corsa

L'affermazione è della presidente della Regione, Debora Serracchiani, nell'allocuzione durante la cerimonia del Pellegrinaggio Crèmisi ai Caduti per la Patria, organizzata in occasione della tre giorni del raduno interregionale dei Bersaglieri del Nord Italia a Pordenone
Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) alla cerimonia del Pellegrinaggio Crèmisi ai Caduti per la Patria
Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) alla cerimonia del Pellegrinaggio Crèmisi ai Caduti per la Patria (Foto ARC Pozzetto)

FOGLIANO REDIPUGLIA - «Penso che la nostra comunità dovrebbe prendere spunto dal vostro passo di corsa e gettarsi verso il futuro con quella fiducia in se stessi fino alla presunzione che il generale La Marmora annoverava nel decalogo dei comandamenti dalla vostra fondazione: nel nostro stare qui oggi, sul declivio di questo colle che è un autentico secondo Altare della Patria, vedo un patto che si ricementa, una solidarietà che si rinnova alla luce dei valori che vi hanno contraddistinto». Lo ha affermato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, nell'allocuzione durante la cerimonia del Pellegrinaggio Crèmisi ai Caduti per la Patria, organizzata in occasione della tre giorni del raduno interregionale dei Bersaglieri del Nord Italia che culminerà domani a Pordenone, in coincidenza con il centenario della Grande Guerra e il 110^ anniversario della sezione locale intitolata ai fratelli De Carli.

 

Serracchiani ha porto ai fanti piumati l'omaggio del Friuli Venezia Giulia, ringraziando l'Associazione nazionale e le articolazioni territoriali che hanno animato tanti eventi in questo mese. «Auguro di mantenere il passo e di proseguire con lena: il grande raduno di Pordenone di domani già si annovera tra i vostri successi ed è di ottimo auspicio per il raduno nazionale di San Donà di Piave nel 2018, anno in cui si terrà anche la commemorazione del centesimo anniversario della Redenzione all'Italia di Trieste».
La presidente della Regione ha ricordato il sacrificio dei fanti piumati in tanti scenari, dall'immane e sciagurato sacrificio sul fronte russo, alla strenua resistenza di El-Alamein, fino alle
più recenti missioni in Libano, in Kossovo e in Afghanistan, «in zone difficili, che chiedono pace».

E un doveroso richiamo è andato ai bersaglieri che il 3 novembre del 1918 sbarcarono a Trieste al molo San Carlo, divenuto poi Audace, nella giornata che segnava la fine di cinquecento anni di
dominio austriaco e a quelli che, all'indomani della firma del Memorandum, sotto le insegne dell'8. Reggimento, inquadrati nella Divisione Ariete, fecero ingresso a Piazza Unità nel piovoso 26
ottobre del 1954, dopo essere stati fermati a Barcola da una popolazione entusiasta. «Foste i primi a ricevere la testimonianza della folla festante quando ebbe termine la dolorosa separazione dalla Madrepatria», ha ricordato la presidente.

Serracchiani è intervenuta assieme al comandante militare Esercito della Regione Fvg, Bruno Morace, ai presidenti interregionale e regionale dell'Associazione nazionale Bersaglieri, Camillo Ferroni e Giuseppe Iacca, ed al sindaco di Fogliano Redipuglia, Antonio Calligaris.
La cerimonia è iniziata con l'ingresso dei labari delle associazioni combattentistiche e d'armi e dei gonfaloni, tra gli altri, dei Comuni ospiti di San Giovanni Bianco, Bonate di Sopra e Pandino.

Alla deposizione della corona alla tomba del Duca D'Aosta e alla funzione religiosa è seguita la cerimonia dell'Albo d'oro in cui sono state consegnate 250 medaglie commemorative ai familiari dei caduti che ne hanno fatto richiesta. Un rintocco di campana ha accompagnato la lettura dei nomi e la consegna delle medaglie ai familiari presenti, alcuni giunti dall'Argentina, da parte di
Serracchiani e delle autorità civili e militari.

«Le medaglie, segno di pietà e di riconoscenza, che alcuni di voi oggi hanno ricevuto, non sono soltanto il ricordo di un soldato caduto: sono un pugno della nostra terra che è diventata storia
attraverso le gesta e il sangue di un uomo. Nessuno è morto inutilmente, se ha lasciato dietro di sé una traccia, un ricordo, un affetto: questo è il senso dell'Albo d'oro e delle medaglie
che la Regione Friuli Venezia Giulia ha coniato, mettendole a disposizione dei familiari dei caduti della Grande Guerra»
, ha concluso Serracchiani.