19 ottobre 2017
Aggiornato 07:30
Porti

Santoro, ok alle bramme via chiatta da Monfalcone a Nogaro

Convocati dall'assessore a Infrastrutture e Territorio al tavolo si sono trovati i Comuni di Monfalcone, Staranzano, San Canzian d'Isonzo, Fiumicello, Villa Vicentina, Terzo d'Aquileia, Cervignano del Friuli, Torviscosa, Porpetto e San Giorgio di Nogaro e i laminatoi della zona industriale dell'Aussa-Corno, Rfi, Fvg Strade e l'impresa Tradax che esegue il servizio di trasporto

Santoro, ok alle bramme via chiatta da Monfalcone a Nogaro (© Regione Friuli Venezia Giulia)

GORIZIA - Si è tenuto un incontro presso la sede della Regione di Udine in merito al tema del trasporto delle bramme che dal Porto di Monfalcone arrivano poi ai laminatoi di San Giorgio di Nogaro. Convocati dall'assessore a Infrastrutture e Territorio, Mariagrazia Santoro, al tavolo si sono trovati i Comuni di Monfalcone, Staranzano, San Canzian d'Isonzo, Fiumicello, Villa Vicentina, Terzo d'Aquileia, Cervignano del Friuli, Torviscosa, Porpetto e San Giorgio di Nogaro. Oltre ai rappresentanti istituzionali, erano presenti all'incontro i laminatoi della zona industriale dell'Aussa-Corno, Rfi, Fvg Strade e l'impresa Tradax che esegue il servizio via chiatta di trasporto delle bramme tra i due porti.

 

«Grazie a questi anni di lavoro - ha annunciato Santoro - siamo stati in grado di mantenere la promessa di potenziamento delle infrastrutture logistiche dei due porti e della ferrovia. Nel frattempo, è da poco partito il servizio via chiatte, sostenuto economicamente dalla Regione, che va ora sviluppato appieno nelle sue potenzialità per dare risposte immediate».
«Nel concreto - ha proseguito l'assessore - con circa un milione di euro e l'ok dell'Unione Europea abbiamo potuto attivare il servizio di trasporto via chiatta dal porto di Monfalcone a portoNogaro  che, nella prima coppia di viaggi sperimentali ha visto il trasporto di 8.300 tonnellate che equivalgono a circa 250-300 camion in meno sulle strade. Questo servizio, già pronto ed operativo, è quello su cui invitiamo anche i laminatoi a puntare di più in quanto la soluzione immediata al problema presente».
«Parallelamente, grazie a lavori svolti direttamente dalla Regione, a Porto Nogaro - ha spiegato Santoro - si passerà ad una banchina di 800 metri completamente funzionale (rendendo operative le bitte da 1 a 7 che al momento hanno poco fondale), verrà ampliato il corridoio recentemente portato a 7,50 metri con fondali da 25 a 35 metri lungo tutto l'asse e il recupero del segnalamento luminoso in tutto il canale per ampliare, un'ora la mattina e un'ora la sera, l'operatività del porto e delle manovre. I lavori complementari dovrebbero terminare entro 120 giorni.»

Per quanto riguarda la ferrovia, ha quindi evidenziato l'assessore regionale, con gli interventi già realizzati e quelli in affidamento con i patti territoriali della Bassa Friulana, si sta portando da categoria C3 (20 tonnellate per asse) alla categoria D4 (22,5 tonnellate ad asse) la dorsale principale, oggetto anche di raddoppio per un'ulteriore tratto con i lavori che partiranno a brevissimo.
Dopo gli interventi sull'armamento ferroviario già realizzati, si sta ora procedendo con le verifiche di Rfi sulle proprie tratte e quelle del consorzio industriale relativamente alle opere d'arte.
Si stanno concludendo anche le procedure per l'affidamento dei lavori che consentiranno di collegare alla rete ferroviaria ulteriori laminatoi presenti nell'area industriale (lottizzazione Fearul).
Saranno avviati i cantieri, affinché tutti i potenziali beneficiari del servizio ferroviario abbiamo un raccordo.
Sul trasporto ferroviario, infine, con la legge Omnibus in approvazione in Consiglio regionale è prevista una norma che, parallelamente a quanto fatto per il servizio via chiatta, prevede l'avvio con l'Ue di un regime di aiuto anche per il trasporto via ferrovia.
All'interno della legge di assestamento si valuterà inoltre l'inserimento di un provvedimento che consenta di avviare da subito, in termini di urgenza, il trasporto via ferrovia delle bramme, stante la situazione di insostenibilità del loro trasporto su gomma, nei livelli attuali, testimoniata da tutti gli amministratori presenti.

«Più livelli e opzioni percorribili - ha quindi concluso Santoro - per dare concretamente le risposte che il territorio richiede. Ora, nelle more del completamento di alcune lavorazioni puntuali, la palla passa anche ai laminatoi e agli operatori logistici verso cui va la sensibilizzazione per l'utilizzo anche delle vie alterative alla gomma per i propri trasporti».