18 agosto 2017
Aggiornato 05:00
Enogastronomia

Serracchiani, il Fvg è una terra sposata al mangiare sano

In occasione del convegno 'Primo Piatto all'italiana' è stato creato un connubio tra il mangiar bene, il buon bere e la cura del sociale. la presidente della Regione ha seggerito di seguire una dieta varia ed equilibrata: "Ben venga la pastasciutta che è anche un pezzo importante della tradizione italiana e del made in Italy da esportazione"

Serracchiani, il Fvg è una terra sposata al mangiare sano (© Regione Friuli Venezia Giulia)

CAPRIVA DEL FRIULI - È stato aperto dalla presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il convegno Primo Piatto all'Italiana, promosso a Capriva del Friuli da Pasta Zara, Villa Russiz, Università di Udine e Amministrazione regionale per una riflessione sulla sana alimentazione.«Ringrazio gli organizzatori - ha detto Serracchiani - perché con questo incontro è stato creato un connubio tra il mangiar bene, il buon bere e la cura del sociale. Di quest'ultimo aspetto parla la Casa famiglia di Villa Russiz, un centro educativo così prezioso che la Regione, con orgoglio e consapevolezza, ha aiutato a ripartire, anche grazie all'opera del commissario Marco Craighero. È veramente straordinario pensare che con l'acquisto di un determinato prodotto aiutiamo a fare del bene».

 

Parlando di alimentazione, invece, Serracchiani ha ribadito che in Friuli Venezia Giulia la qualità della produzione è più importante rispetto alla quantità, motivo per cui «siamo stati la prima Regione a investire molte risorse sul fronte dell'Ogm free, approvando anche una legge apposita».Per la presidente, infatti, il ricorso agli organismi geneticamente modificati non rientra nella filiera a cui è storicamente votato il Friuli Venezia Giulia, vale a dire la produzione di tipo non intensivo. «Non voglio tuttavia criminalizzare l'aspetto scientifico", ha poi aggiunto, prima di affrontare il tema centrale del convegno, ossia la pasta. «La sua bonta è indubbia - ha evidenziato - ed è anche indubbio che si tratta di un alimento che fa bene. Non dovremmo seguire le mode, secondo cui un giorno il cibo da evitare assolutamente è la carne rossa, poi la pasta e il pane. Lo sappiamo benissimo da tempo, la via da seguire è la dieta varia ed equilibrata. Ben venga, quindi, la pastasciutta che è anche un pezzo importante della tradizione italiana e del made in Italy da esportazione».

Il concetto è stato ribadito anche dalla docente di scienze dell'alimentazione all'Università di Bologna, Alessandra Bordoni, che ha posto l'accento sul contenuto energetico relativamente basso, salvo condimenti sproporzionati, e l'ottimo potere saziante. L'aspetto storico della pasta, o più precisamente del grano, è stato invece illustrato da Paolo Ceccon, professore del dipartimento di Scienze agroalimentari all'Università di Udine. Nella sua relazione ha avuto particolare rilievo la coltura del grano come «simbolo della civiltà occidentale».

Infine, il presidente di Pasta Zara, Furio Bragagnolo, ha lanciato l'auspicio che si possa rafforzare nell'opinione pubblica la consapevolezza di come i primi piatti all'italiana siano l'alimento imprescindibile di uno stile di vita sano.

Al convegno, moderato da Giuseppe Cordioli, hanno preso parte anche il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, il consigliere regionale Diego Moretti e lo chef Emanuele Scarello che al termine dell'incontro, ha offerto ai presenti una sua personale interpretazione del modo di mettere in tavola la pasta.