15 dicembre 2017
Aggiornato 10:30
sabato 22 luglio alle 20

Secondo appuntamento per un Teatro Vulnerabile a Gradisca d'Isonzo

Associazione culturale Fierascena e Comune di Gradisca d'Isonzo presentano 'Il giardino del re', aperitivo e racconti. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Secondo appuntamento per un Teatro Vulnerabile a Gradisca d'Isonzo (© Fierascena Associazione Culturale)

GRADISCA D'ISONZO - Sabato 22 luglio alle 20 al Teatro della Fondazione Osiride Brovedani Onlus (via M. Eulambio 3) l' Associazione culturale Fierascena e Comune di Gradisca d'Isonzo presentano 'Il giardino del re'. Lo spettacolo è stato realizzato grazie al Comune di Gradisca d'Isonzo - Assessorato ai Servizi Sociali - con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Fondazione Osiride Brovedani Onlus. ​​​Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

 

Trama dello spettacolo«Decidiamo di darci tempo. Decidiamo di allestire un salone delle feste e di invitare gli amici a stare con noi per un momento di condivisione e di esperienza. Brindiamo!» Durante la serata gli ospiti della casa Albergo metteranno in scena il racconto di alcuni passaggi delle fiabe più note : vedremo Biancaneve nel bosco con i sette nani, la matrigna intenta a preparare la sua mela avvelenata, Cenerentola e la cara fata, il tutto realizzato con pochi oggetti di uso comune. Questa è la magia del Teatro, che ci permette di vedere con occhi puliti e semplici tutto il mondo in un lenzuolo bianco. Recuperiamo così il filo che unisce passato e futuro, che rende importante il raccontare come gesto profondamente umano, che crea solidarietà tra le generazioni, che rende giustizia al nostro tempo interiore in cui il bambino e l'adulto coesistono, e nel quale mai viene meno il bisogno di farsi condurre in una storia, di viverla, di immaginarla e di trarre forza da essa. Le favole si prendono cura di chi le ascolta e di chi le racconta, ci restituiscono tempo, spazio, attesa, incanto, spavento e meraviglia. Attraverso le favole ci prendiamo cura gli uni degli altri, recuperiamo il tempo umano della semina e del raccolto e della necessaria attesa per la maturazione del frutto, ritorniamo ad una dimensione in cui è possibile sedersi in cerchio e raccontare, in cui chi custodisce la memoria di una Comunità ha un ruolo ben preciso verso chi di quella Comunità rappresenta il futuro.