19 ottobre 2017
Aggiornato 07:00
questione accoglienza

Codega e Cremaschi, Cara ed ex Cie di Gradisca sono sovraffollati

A circa un paio di anni dall'ultima visita effettuata sono state rilevate delle problematiche legate agli ospiti: in stanze che dovrebbero ospitare 4 persone, ne sono stipate 11

Codega e Cremaschi, Cara ed ex Cie di Gradisca sono sovraffollati (© Diario di Gorizia)

GORIZIA - «Il Cara e l'ex Cie di Gradisca vanno svuotati, altri sindaci si facciano carico di una parte di migranti per rendere sostenibile la situazione».A dirlo è Franco Codega (Pd) a margine del sopralluogo fatto al Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Gradisca d'Isonzo da alcuni componenti della VI Commissione consiliare di cui è presidente, tra i quali Silvana Cremaschi (Pd), per accertarsi della situazione all'interno della struttura e delle problematiche legate ai suoi ospiti.

 

A circa un paio di anni dall'ultima visita effettuata, Codega e Cremaschi hanno rilevato l'eccessivo sovraffollamento sia del Cara, sia della struttura dell'ex Cie. «Nell'ex centro di identificazione - fa notare Codega - continuano a essere presenti nella parte esterna le gabbie metalliche, che hanno sicuramente un impatto negativo. Anche se le strutture interne sono state risistemate, continua a essere pesante il sovraffollamento: in stanze che dovrebbero ospitare 4 persone, ne sono stipate 11. Leggermente migliore la situazione del Cara dal punto di vista strutturale, ma anche qui la situazione delle presenze è la stessa».

A dare la misura del fenomeno è la consigliera Cremaschi: «Prendiamo atto che già 98 Comuni, in regione, hanno aderito al progetto di accoglienza diffusa. Mancano all'appello gli altri 118 e basterebbe che ognuno di questi aderisse allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, con un numero massimo di 10 migranti a testa per risolvere con molta tranquillità il problema, senza impatti sui vari territori».