18 agosto 2017
Aggiornato 05:00
sabato 29 luglio alle 18 e alle 21.30

Terzo appuntamento per un Teatro Vulnerabile a Gradisca d'Isonzo

Associazione culturale Fierascena e Comune di Gradisca d'Isonzo presentano 'Un minuto di silenzio', performance teatrale per attori e testimoni; 'Essere o non essere', questo non è un film. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Terzo appuntamento per un Teatro Vulnerabile a Gradisca d'Isonzo (© Fierascena Associazione Culturale)

GRADISCA D'ISONZO - Sabato 29 luglio alle 18 al Palazzo del Monte di Pietà in via Dante Alighieri 29 l' Associazione culturale Fierascena e Comune di Gradisca d'Isonzo presentano 'Un minuto di silenzio', performance teatrale per attori e testimoni. Sempre sabato 29 luglio alle 21.30 alla Corte Marco d'Aviano di Palazzo Torriani, via Ciotti 49, l' Associazione culturale Fierascena e Comune di Gradisca d'Isonzo presentano 'Essere o non essere', questo non è un film. Gli spettacoli sono realizzati grazie al Comune di Gradisca d'Isonzo - Assessorato ai Servizi Sociali - con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con in collaborazione con il C.A.R.A. di Gradisca d'Isonzo. ​​​Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

La trama del primo spettacolo spettacolo
C'è una non comunicabilità verbale dell'esperienza del migrare, del rischiare di morire in viaggio, dell'essere accolti e dell'accogliere, della paura nel vedere qualcuno arrivare da lontano e di una mano tesa per aiutare, le parole non bastano davanti a quello che sta accadendo nel mondo e bastano sempre meno in un tempo in cui se ne parla fin troppo, con morbosa volontà di frugare nel dolore di una singola storia o con la violenza sfacciata della propaganda politica. Ripartiamo dal silenzio, dall'essere semplicemente gli uni davanti agli altri, dal sentire.

La trama del secondo spettacolo
Permettimi. Qui sta l’acqua – bene. E qui sta l’uomo – bene. Se l’uomo va a quest’acqua e s’affoga, fatto è, volente o nolente, che ci va, ascoltami. Ma se questa acqua va a lui e l’affoga, non è lui che affoga se stesso. Ergo, chi non ha colpa della sua morte non accorcia la sua vita. Amleto – atto 5, scena prima.
Non per guardare, ma per guardarsi. Non per dare risposte ma per porre domande, per porci delle domande. Non un racconto ma un tentativo di fermare la deriva, quella forza che sembra sempre di più allontanarci dal sentire, dall'avere compassione prima che opinione, prima che necessità di dibattere. Essere o non essere, vivere o morire per alcuni è la domanda, e noi, chi siamo? Chi vogliamo essere?