16 agosto 2017
Aggiornato 23:30
domenica 30 luglio dalle 18

Ultimo appuntamento per un Teatro Vulnerabile a Gradisca d'Isonzo

Associazione culturale Fierascena e Comune di Gradisca d'Isonzo presentano la festa finale di chiusura con performance teatrale 'L'arte della vita. Ovvero ciò che non lascia traccia se non nel cuore'. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Ultimo appuntamento per un Teatro Vulnerabile a Gradisca d'Isonzo (© Fierascena Associazione Culturale)

GRADISCA D'ISONZO - Domenica 30 luglio dalle 18 in Corte Marco d'Aviano, Palazzo Torriani, via Ciotti 49, l'Associazione culturale Fierascena e Comune di Gradisca d'Isonzo presentano 'L'arte della vita. Ovvero ciò che non lascia traccia se non nel cuore'. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Per un Teatro vulnerabile
Un appuntamento per ritrovarsi, per raccontarsi come è andata, per ripercorrere le emozioni, le fatiche, le esperienze vissute durante questo straordinario viaggio.'Per un Teatro vulnerabile' non è solo un Festival, è un percorso condiviso e unitario ed è fatto di persone, di domande, di tentativi, di volontà, di passione, è una possibilità di ripensarci con altri parametri, come singoli e come Comunità, è uno spazio libero in un luogo aperto. Per chiudere questo viaggio il ritrovo è a Corte marco d'Aviano, verrà condiviso un aperitivo sociale, chi lo desidera può portare qualcosa, ci saranno tutti gli attori del Festival, il pubblico, gli amici.

La rappresentazione
Durante l'aperitivo andrà in scena un piccolo dono: 'L'arte della vita. Ovvero ciò che non lascia traccia se non nel cuore, performance teatrale realizzata con gli utenti del C.I.S.I. di Gradisca d'Isonzo. Una rappresentazione dedicata al Teatro, «perché lo amiamo, perché ci protegge, perché ci rende liberi. Ci appoggiamo sulle sue spalle come sulle spalle di un gigante per vedere oltre e vedere lontano, indugiamo nel suo essere foglio bianco per sentire il potenziale che è in noi e svilupparlo. Partiamo dal trucco, dal costume, da una sedia bianca, dall'immobilità, ci muoviamo da una luogo all'altro agendo e lasciandoci agire, senza lasciare traccia se non nel cuore proprio come il Teatro fa, lieve e potente, incalcolabile, senza prezzo, da sempre, per gli esseri umani».