14 dicembre 2017
Aggiornato 23:00
ambiente e natura

Dal Zovo e Bianchi, una proposta di legge per città più verdi e più sane

L'obiettivo delle due consigliere regionali riguarda la progettazione di città verdi, sane e resilienti ai cambiamenti climatici

Dal Zovo e Bianchi, una proposta di legge per città più verdi e più sane (© Diario di Gorizia)

FVG - Città più verdi, più intelligenti, più sane. Questo, in breve, l'obiettivo della nuova proposta di legge per la progettazione di città verdi, sane e resilienti ai cambiamenti climatici, presentata dalle consigliere regionali del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo ed Elena Bianchi.

 

La proposta n. 226 - spiega Ilaria Dal Zovo, prima firmataria - affronta molte e diverse questioni che coinvolgono la pianificazione, la progettazione e la gestione delle aree verdi urbane. Più precisamente, propone di superare la visione che attribuisce loro una funzione meramente estetica e di arredo urbano per riconoscere che, invece, forniscono numerosi servizi ecosistemici quali il controllo delle acque superficiali, la conservazione della biodiversità, la regolazione del microclima, la mitigazione del calore e il miglioramento della qualità dell'aria. Le aree verdi sono strumento di salute, di benessere (anche mentale) delle persone, di arricchimento del 'capitale sociale' inteso come insieme di relazioni di collettività aperte e disponibili alla progettualità condivisa, alla reciprocità e alla fiducia.

Questa proposta di legge introduce strumenti per aiutare gli amministratori e i tecnici ad affrontare le questioni dell'adattamento al cambiamento climatico, della tutela della biodiversità e del contenimento del consumo di suolo. Tra questi - ricorda Elena Bianchi - c'è la cosiddetta riduzione dell'impatto edilizio (Rie) nei regolamenti edilizi. Si tratta di un indice di qualità ambientale, già utilizzato in centri come Bologna e Bolzano, che serve per certificare la qualità dell'intervento edilizio rispetto alla permeabilità del suolo e all'incremento dello standard del verde. Attraverso dei parametri definiti è possibile, infatti, mettere a confronto interventi e metodologie 'green' su tetti e pareti degli edifici con quelli utilizzati tradizionalmente.

«Le questioni affrontate da questa nostra proposta non sono più rimandabili. Per questo - aggiunge la Dal Zovo - abbiamo inserito una lunga serie di progetti di formazione per far diventare il sistema delle aree verdi e degli spazi aperti l'asse portante della riorganizzazione e riqualificazione urbana, di pianificazione per la connessione delle aree urbane e periurbane, di progettazione di tetti verdi e di interventi di cura e manutenzione del verde per la tutela della biodiversità urbana. Ci auguriamo che le misure introdotte da questa norma innovativa siano presto portate all'attenzione del Consiglio regionale e possano diventare ulteriori strumenti di progettazione di ambienti di vita sani, salubri e sostenibili in Friuli Venezia Giulia. Anche perché - concludono le due pentastellate - sono evidenti le sintonie con il Piano paesaggistico regionale presentato poche settimane fa dalla Giunta Serracchiani».