24 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Gusti di Frontiera: Shaurli, sapori della tradizione senza confini e tiramisù nuovo orgoglio del Fvg

L'assessore alle Risorse agricole è intervenuto ai convegni organizzati dall'Accademia italiana della cucina che ha messo a confronto le esperienze di valorizzazione della produzione lattiero casearia del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia e il tiramisù e le sue origini regionali
Cristiano Shaurli (Assessore regionale Risorse agricole e forestali), Rodolfo Ziberna (Sindaco Gorizia), Gianfranco Vissani (Chef) e Davide Paolini (Critico enogastronomico) a "Gusti di Frontiera"
Cristiano Shaurli (Assessore regionale Risorse agricole e forestali), Rodolfo Ziberna (Sindaco Gorizia), Gianfranco Vissani (Chef) e Davide Paolini (Critico enogastronomico) a "Gusti di Frontiera" (Regione Friuli Venezia Giulia)

GORIZIA - «È stata una giornata interamente dedicata al gusto che non conosce confini», ha affermato a Gorizia l'assessore alle Risorse agricole del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli, presente alla 14a edizione di Gusti di Frontiera. «Sapori - ha detto Shaurli - che infatti non considerano i confini geografici ma da sempre uniscono il gusto, a volte anche anticipando le dinamiche della storia». Shaurli è intervenuto al convegno organizzato dall'Accademia italiana della cucina, nel padiglione dell'Ersa, che ha messo a confronto le esperienze di valorizzazione della produzione lattiero casearia del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia; e il tiramisù e le sue origini regionali.

Esperienza che oltre confine, come sta accadendo nella nostra regione, sta facendo crescere contestualmente anche il valore di quella zootecnia che, diversamente, rimarrebbe relegata alla
redditività della semplice produzione lattiera. Infatti, in Fvg come in Slovenia, i produttori caseari, partendo da piccole realtà, ritornando a scoprire le tradizioni e il sapere antico della civiltà contadina sono riusciti a ridare un valore all'arte casearia, creando prodotti che si sono ritagliati l'attenzione dei degustatori e sono richiesti sul mercato, protagonisti dell'attenzione della stampa specializzata di tutto il mondo, valorizzando ed esaltando tipicità e peculiarità dei rispettivi territori.
Una ricetta, che secondo Shaurli non può che essere vincente e potrà rappresentare anche per la zootecnia del Friuli Venezia Giulia un percorso destinato a rafforzare la filiera.

Il convegno sulla produzione lattiero casearia svoltosi a Gorizia, in una vecchia ferramenta trasformata per l'occasione in sito destinato alle degustazioni, aperto dal delegato di Gorizia dell'Accademia della cucina, Alberto Zottar, si è sviluppato tra l'intervento di Giuseppe Zoff, imprenditore caseario, che si è soffermato sull'innovazione e tradizione, elementi da saper coniugare per crescere, mentre la slovena di Caporetto, Anka Lipuscek, Miklavic, ha evidenziato che anche a livello industriale possono essere mantenute tipicità e specificità. Altri relatori, hanno poi parlato delle tradizioni del territorio, delle tecniche di degustazione dei formaggi e del loro abbinamento con i vini di pregio e della cucina della tradizione che considera il formaggio principalmente come complemento di pietanze. Al termine, Shaurli ha preso parte alla consegna di un riconoscimento allo chef Gianfranco Vissani che nel suo curriculum ricorda di avere trascorso una delle prime stagioni in cucina a Lignano Sabbiadoro.

L'incontro sul tiramisù si è svolto presso lo stand dei prodotti a marchio Aqua ed è stato incentrato su ricerche storiche e riscontri giornalistici per far emergere ricordi e memorie delle famiglie alle quali si deve la paternità del dessert. Nel corso del convegno è stato ribadito che il nome tiramisù è stato inventato da un cuoco di Pieris, imbarcato sulle navi da crociera reali, e poi valorizzato ed elevato con la ricetta che oggi conosciamo all'albergo Roma di Tolmezzo di proprietà della famiglia Del Fabbro, raccogliendo l'eredità dei Cosolo, appunto di Pieris, gestori del 'Vetturino'.

Intervenendo sull'argomento, ma precisando di non voler innescare contrapposizioni o polemiche, Shaurli ha spiegato che «non ci interessa lanciare sfide fra tradizioni e usanze che hanno diritto di essere riconosciute, ma si tratta piuttosto di riconoscere il saper fare del nostro territorio e di dinastie come quelle delle famiglie Cosolo e Del Fabbro, intimamente collegate alla storia della nostra regione». Un'identità che secondo l'assessore «deve unire e concorrere a far crescere l'orgoglio per i prodotti del nostro territorio anche all'interno del grande panorama dell'agroalimentare italiano. Ne è un esempio il programma della serata, conclusa con la degustazione di un tiramisù realizzato, secondo la ricetta friulana, da un cuoco di Amatrice, una zona alla quale ci lega la stessa vicinanza e solidarietà che le nostre popolazioni hanno trovato dopo il sisma del 1976».