23 settembre 2018
Aggiornato 18:30

Amianto: le conclusioni della 7a conferenza regionale a Monfalcone

L'evento prende spunto dall'adozione in Fvg di un nuovo percorso socio sanitario assistenziale per tutti gli esposti, ex esposti e loro familiari iscritti al registro amianto e ha visto l'illustrazione delle linee di indirizzo per la stesura del nuovo piano regionale. Un albero di Davidia involucrata, il cosiddetto albero dei fazzoletti, donato da Casale Monferrato come gesto di solidarietÓ
Sara Vito (Assessore regionale Ambiente ed Energia) interviene alla cerimonia di piantumazione di un albero a ricordo delle vittime dell’amianto
Sara Vito (Assessore regionale Ambiente ed Energia) interviene alla cerimonia di piantumazione di un albero a ricordo delle vittime dell’amianto (Foto Arc Montenero)

MONFALCONE - Giovedì 28 settembre nel teatro comunale di Monfalcone è stata ospitata la 7a conferenza regionale sull'amianto, appuntamento organizzato dalla Commissione regionale amianto in collaborazione con la Regione e il Comune. L'evento prende spunto dall'adozione in Friuli Venezia Giulia di un nuovo percorso socio sanitario assistenziale per tutti gli esposti, ex esposti e loro familiari iscritti al registro amianto e ha visto l'illustrazione delle linee di indirizzo per la stesura del nuovo piano regionale. Tra i relatori della conferenza, la presidente della Regione, Debora Serracchiani, e gli assessori regionali alla Salute, Maria Sandra Telesca, e all'Ambiente, Sara Vito, alla quale sono affidate le conclusioni finali. Inoltre, saranno presenti anche il sindaco di Monfalcone, Annamaria Cisint, e il presidente della commissione regionale Amianto, Fernando Della Ricca.

 

La conferenza aveva l'obiettivo di approfondire le tematiche sanitarie, focalizzare l'attenzione sulla prevenzione primaria (ovvero su bonifiche e smaltimenti) e documentare il livello raggiunto dalla ricerca scientifica. Il confronto puntava anche a dare continuità e concretezza alla collaborazione già in atto tra Regione, con le direzioni Salute e Ambiente, e Inail, e a ribadire l'importanza dell'informazione in chiave di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Non è mancata, nella seconda giornata, una sessione incentrata sul diritto penale e civile legata alla particolare esposizione del Friuli Venezia Giulia, con diverse aree pesantemente colpite da malattie amianto correlate e decessi. Nell'occasione l'Arpa ha presentato gli aggiornamenti delle mappatura e del monitoraggio ambientale sull'amianto.

Bonifiche, prevenzione, informazione e, nell'assistenza socio sanitaria, creazione di un percorso unico in Italia grazie al quale non è il malato a dover girare attorno al sistema sanitario, ma è l'intera struttura ad accompagnare la persona; questo il programma attuato negli ultimi anni dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Sul piano della prevenzione Serracchiani ha sottolineato l'azione sinergica che è stata effettuata da quegli stessi interlocutori amministrativi e istituzionali che nel passato non dialogavano, in primo luogo il settore sanitario e quello ambientale. In termini di risorse, l'impegno della Regione è stato concreto in quanto sulle bonifiche, per il 2017, lo stanziamento ammonta a 1,3 milioni di euro che l'Amministrazione ha messo a disposizione per togliere l'amianto dagli edifici pubblici, come ad esempio le scuole, e da quelli privati, comprese le aziende. Ma è sull'informazione che ha insistito la presidente della Regione, evidenziando come, anche nei nostri territori è ancora carente la consapevolezza di quanto l'amianto possa essere pericoloso quando genera una patologia che subdolamente si svela anche dopo decenni. Per questo Serracchiani ha rimarcato l'importanza della distribuzione, iniziata lo scorso febbraio, del vademecum amianto, uno strumento essenziale nel fornire le cognizioni utili ad orientarsi per affrontare le conseguenze di un'esposizione. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, è la regione italiana percentualmente più colpita dal problema amianto, presente in quantità pari a 1 milione di tonnellate rispetto ad una rilevazione complessiva di 32 milioni di tonnellate a livello nazionale. In particolare, i territori provinciali nei quali si è registrata la casistica più alta di contaminazione sono quelli di Trieste e Gorizia.

L'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, ha spiegato il percorso che in Friuli Venezia Giulia viene riservato alle persone soggette a rischio amianto. Sono diverse, infatti, le professionalità impegnate in questo servizio non solo di tipo medico (di medicina generale e ospedaliera) ma anche dotate di un profilo amministrativo per aiutare il malato nei passaggi burocratici che riguardano le fasi della diagnostica e dell'assistenza clinica. Inoltre, anche l'introduzione di uno speciale tesserino ha agevolato i pazienti nel rapporto con il sistema sanitario. Telesca ha infine parlato della ricerca, riferendosi soprattutto al lavoro portato avanti dal Centro di riferimento oncologico di Aviano, che rappresenta una speranza per quella che un domani potrŕ essere una cura in particolare al mesotelioma. «Il lavoro sull'amianto non è solo di tipo sanitario e ambientale - ha spiegato Telesca - ma riguarda anche il filone della ricerca scientifica che la Regione supporta con forza perché, per tante persone, rappresenta una speranza di futuro».

Un albero di Davidia involucrata, il cosiddetto albero dei fazzoletti, donato da Casale Monferrato come gesto di solidarietà rispetto alle vittime da esposizione ad amianto, è stato piantumato a Monfalcone, nell'area verde antistante il pronto soccorso dell'ospedale San Polo, alla presenza dell'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito; sono intervenuti, tra gli altri, anche l'assessore all'Ambiente di Casale Monferrato, Cristina Fava, la senatrice Laura Fasiolo, e il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint. «Questo gesto - ha commentato Vito - vuole essere un simbolo di speranza e ricordare le vittime dell'amianto insieme al compianto professore Claudio Bianchi che, per tanti anni, ha dedicato il suo impegno professionale a questa piaga». I fiori bianchi della Davidia, simili a dei fazzoletti appesi, simboleggiano la possibilità d'asciugare le lacrime di dolore di chi ha vissuto in prima persona il dramma dell'amianto. La piantina è giunta a Monfalcone tramite Stefano Cosma, vincitore del premio Vivaio Eternot assegnato ogni anno a persone, associazioni o enti che offrono esempi significativi di responsabilità civile per fare sì che in Italia e nel mondo non si piangano mai più vittime dell'amianto. Il Vivaio Eternot, luogo simbolo a Casale Monferrato, è posto all'interno dell'area dell'ex stabilimento Eternit ed è una sorta di monumento vivente dove sono coltivati gli alberi dei fazzoletti. Il vivaio è il simbolo della vita che torna a germogliare nei luoghi che tanti morti hanno causato.