17 ottobre 2018
Aggiornato 10:00

Cara di Gradisca: Panariti, come in passato Regione attenta ai lavoratori

Dopo il cambio di destinazione assieme ai sindacati verranno valutati congiuntamente tutti i possibili interventi attivabili per la salvaguardia dei livelli occupazionali
Cara di Gradisca: Panariti, come in passato Regione attenta ai lavoratori
Cara di Gradisca: Panariti, come in passato Regione attenta ai lavoratori (Autonomia Responsabile)

GORIZIA - «Come avvenuto in passato, non mancherà l'attenzione della Regione verso i lavoratori del Cara. Assieme ai sindacati valuteremo congiuntamente tutti i possibili interventi attivabili per la salvaguardia dei livelli occupazionali». Lo ha affermato l'assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti, rendendo noto di aver già convocato un incontro con le organizzazioni sindacali, che si terrà il prossimo 11 ottobre. Ciò a seguito dell'atteso cambio di destinazione del Cara di Gradisca (Gorizia) e ai possibili contraccolpi occupazionali, riscontrando le richieste pervenute per le vie brevi proprio dalle organizzazioni sindacali.

L'assessore ha ricordato che «a partire dal 2014, gli uffici della direzione del Lavoro, ed io stessa, siamo stati attivi al fine di consentire di dirimere le notevoli complessità occupazionali emerse nella gestione degli appalti relativi alla gestione del C.I.E./C.A.R.A. di Gradisca d'Isonzo». A tal fine, è stato concesso il trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga nel biennio 2014-2015 a favore delle cooperative che si sono avvicendate nella gestione della struttura isontina. Con riferimento alla cooperativa Minerva, attuale aggiudicataria, la cassa in deroga è stata utilizzata nei periodi dal 13 luglio 2015 al 12 ottobre 2015 e dal 13 ottobre 2015 al 30 novembre 2015. «In sede di subentro da parte della cooperativa Minerva - ha aggiunto Panariti - nella gestione del Cara, avvenuta l'8 luglio 2015 a seguito della stipula di una convenzione con la Prefettura di Gorizia, la forte sensibilizzazione che abbiamo esercitato nei confronti del prefetto di Gorizia ha favorito la pressoché totale salvaguardia dei livelli occupazionali».