19 novembre 2017
Aggiornato 04:00
cultura geoscientifica

Una conferenza a Farra d'Isonzo per spiegare le grandi frane sottomarine nelle nostre montagne

L'evento è parte delle iniziative 'Settimana del Pianeta Terra' e 'TemaRisk Fvg – Sai cosa rischi in terra e in mare?'

Le frane sottomarine attorno alle isole Hawaii (© GeoMapApp.)

FARRA D'ISONZO - 'Le grandi frane sottomarine nelle nostre montagne' sono state protagoniste della conferenza al Circolo Culturale Astronomico di Farra d'Isonzo che si è tenuta martedì 17 ottobre, promossa dall'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs in occasione de 'La Settimana del Pianeta Terra - L'Italia alla scoperta delle Geoscienze - Una società più informata è una società più coinvolta' e di 'TemaRisk Fvg – Sai cosa rischi in terra e in mare? Ogs e Fvg per la tutela del nostro pianeta'. A intervenire, Angelo Camerlenghi, direttore della Sezione di Geofisica dell’Ogs e Andrea Pini, docente di Geologia Strutturale dell’Università degli Studi di Trieste.

La ricerca scientifica sui fondali oceanici
I fondali oceanici sono stati considerati a lungo luoghi remoti, nascosti e immutabili. Lo sviluppo della tecnologia ha permesso recentemente un miglioramento progressivo delle nostre conoscenze degli abissi, rivelando la topografia dei fondali. Sui pendii oceanici che bordano i continenti e conducono alle distese delle pianure abissali sono venuti alla luce, quindi, tracce di imponenti franamenti sottomarini avvenuti in un passato geologico non sempre lontano. I franamenti dei fondali oceanici possono avvenire su pendii estremamente poco inclinati, e coinvolgono da poche decine di metri cubi a centinaia di chilometri cubi di sedimenti e rocce che, come gigantesche valanghe, sconvolgono l’assetto geologico e morfologico dei margini continentali.
Oggi quindi la ricerca scientifica incomincia a poter valutare l’impatto di questi fenomeni naturali sulle attività umane e la società: i franamenti sottomarini sono infatti tra le cause provate della generazione di onde di tsunami; possono minacciare la stabilità di infrastrutture posate al fondo (Fondazioni di piattaforme, tubazioni) e possono tranciare cavi sottomarini per la telecomunicazione.

Studio delle catene montuose
Per studiare questi fenomeni, tuttavia, non è per forza necessario l’utilizzo di sofisticati mezzi navali, con cui scendere negli abissi. Anche le catene montuose, infatti, rivelano i dettagli dei depositi di frana ora portati in superficie dal movimento delle placche e l’accrescimento delle montagne. Le alpi Giulie, ad esempio, contengono alcuni tra i più classici esempi di antiche frane sottomarine, permettendo letteralmente di ‘camminare’ su fondali oceanici franati alcuni milioni di anni fa in un oceano ormai scomparso.

Diffusione della cultura geoscientifica
La conferenza rientra nell'ambito delle iniziative per diffondere tra il grande pubblico la cultura geoscientifica, maggiori conoscenze sui rischi naturali, promuovere la cultura della prevenzione e della salvaguardia ambientale, promosse dall'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs in occasione de 'La Settimana del Pianeta Terra - L'Italia alla scoperta delle Geoscienze - Una società più informata è una società più coinvolta' e 'TemaRisk Fvg – Sai cosa rischi in terra e in mare? Ogs e Fvg per la tutela del nostro pianeta'.