19 novembre 2017
Aggiornato 04:00
questione accoglienza

Grim sulla questione profughi: a Grado demagogia e strumentalizzazione della paura

La segretaria regionale del Pd afferma: «Per noi è inaccettabile. Più di qualcuno, tra le forze politiche, sembra aver smarrito equilibrio e senso della misura»

Grim sulla questione profughi: a Grado demagogia e strumentalizzazione della paura (© Diario di Gorizia)

GRADO - «In queste ore a Grado più di qualcuno, tra le forze politiche, sembra aver smarrito equilibrio e senso della misura. Dopo la chiamata alla mobilitazione delle famiglie con i figli, per fortuna scongiurata, lanciare una consultazione popolare per la gestione di 18 profughi è fuori dalla realtà e inaccettabile. E quanti condividono questi mezzi, anche all’interno del centrosinistra, sbagliano». Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim, commentando le contestazioni avvenute durate la seduta del Consiglio comunale di Grado e aggiungendo che «l’unica cosa che mi rasserena è che alla fine i bambini oggi sono andati a scuola e i genitori non hanno ceduto a una strumentalizzazione politica disgustosa».   

Secondo Grim «noi non viviamo sulla luna e siamo consapevoli di quante perplessità e timori possano suscitare fenomeni nuovi e complessi come la gestione dei richiedenti asilo. Per questo, come detto più volte, dobbiamo ascoltare ogni singolo cittadino, capire le esigenze della persone, lavorare al massimo per ridurre ogni disagio e fare sì che il clima sia sereno. E’ questo il ruolo dei sindaci, che devono farsi carico dei timori dei propri concittadini. Però attenzione – osserva Grim – come amministratori non possono abdicare al nostro compito, che richiede la capacità di mediare ed essere seri: la demagogia la lasciamo agli altri».

«In questo senso per noi – sottolinea Grim – l’accoglienza diffusa rimane l’unico strumento utile ad affrontare un’emergenza enorme com’è quella dei richiedenti asilo oggi. I comuni del Fvg devono aiutarsi tra di loro: se ogni comune della regione accogliesse una piccola, anche piccolissima, quota di profughi, altre realtà come Gradisca d’Isonzo e i capoluoghi non farebbero fatica. Sta anche in questo il senso di essere una comunità regionale. Nessuno vuole imporre niente a nessuno, ma ci si deve aiutare a vicenda, a Grado come nel resto della regione».